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Da un farmaco contro l'Hiv nuova prospettiva anti-Alzheimer

Pubblicato uno studio internazionale con ricercatori italiani
Da un farmaco contro l'Hiv nuova prospettiva anti-Alzheimer
Farmaci

Si apre una nuova frontiera per la lotta all'Alzheimer grazie ad un farmaco contro l'Hiv. Un nuovo studio ha scoperto come nei topi questo medicinale arrivi a ridurre significativamente l'infiammazione legata all'età e agli altri segni di invecchiamento. Il progetto di ricerca è frutto di un team internazionale che ha coinvolto anche i ricercatori italiani Alberto Caligiana e Greta Bocculi, ora all'Università di Bologna. Lo studio, pubblicato su Nature, fa emergere come la lamivudina (farmaco usato nella lotta all'Hiv) arrivi, nei topi, a ridurre significativamente l'infiammazione legata all'età.

  Sono state necessarie due settimane di trattamento per ridurre i segni dell'infiammazione cronica. L'azione del farmaco va a bloccare l'attività di una particolare classe di retrotrasposoni delle cellule (la L1), che compongono sequenze di Dna che possono replicarsi e spostarsi in altri luoghi del corpo. Si tratta di un risultato "promettente" spiega John Sedivy, docente alla Brown University, "per il trattamento di disturbi associati all'età, tra cui l'Alzheimer ma molte altre malattie: il diabete di tipo 2, il morbo di Parkinson, la degenerazione maculare, l'artrite". Il gruppo di lavoro ha coinvolto ricercatori della Brown University, della New York University, dell'Università di Rochester, dell'Université de Montréal e della Facoltà di Medicina dell'Università della Virginia. 

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fonte: nature

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