L'Intramoenia non piace più: calano i medici che la esercitano

Professione | Redazione DottNet | 11/02/2019 23:39

Sono passati da 59.000 unità relative all'anno 2012, pari al 48% del totale dei medici, a 51.430 unità nel 2016

Diminuisce, nel corso degli ultimi 4 anni, il numero complessivo di medici del Servizio sanitario nazionale (Ssn) che esercita la libera professione intramuraria (Alpi): in particolare, il numero di medici che esercita l'intramoenia è passato da 59.000 unità relative all'anno 2012, pari al 48% del totale dei medici, a 51.430 unità nel 2016, pari al 43,3% del totale Dirigenti medici del Ssn, con un decremento di 7.570 unità di personale pari a circa 13 punti percentuali di diminuzione nell'intero periodo considerato. Il dato emerge dall'ultima Relazione al Parlamento del ministero della Salute sullo stato di attuazione dell'esercizio dell'attività libero-professionale intramuraria.

La Relazione, pubblicata sul sito del ministero (clicca qui per scaricare il testo completo), è stata trasmessa al Parlamento lo scorso 21 gennaio. Nel 2016, dunque, nel Ssn il 47,3% dei Dirigenti medici, a tempo determinato e indeterminato con rapporto esclusivo, esercita la libera professione intramuraria (pari al 43,5% del totale Dirigenti medici) ma l'analisi dei dati, sottolinea la Relazione, "conferma anche quest'anno un'estrema variabilità del fenomeno tra le Regioni, sia in termini generali di esercizio dell'attività libero professionale intramoenia, sia in termini specifici di tipologia di svolgimento della stessa con punte che superano quota 56% nelle Regioni Marche (63%), Liguria (59%), Lazio (57%) e nella Provincia Autonoma di Trento (60%). Viceversa, il rapporto tra medici che esercitano l'intramoenia sul totale dei medici in esclusività, tocca valori minimi in Regioni come Sardegna (28%), Sicilia (34%), Calabria (35%), Umbria (36%) e nella Provincia Autonoma di Bolzano (16%)".

In generale, al di sotto della media nazionale si collocano gran parte delle Regioni meridionali ed insulari. Come per gli altri anni si conferma anche per il 2016 che la visita ginecologica risulta essere la prestazione ambulatoriale più erogata in ALPI, seguita dalla visita cardiologica e da quella ortopedica. Per quanto riguarda i ricavi per le aziende, nel 2016 hanno raggiunto 1,120 miliardi contro 1,118 miliardi del 2015. Ai medici sono andati 881 milioni (nel 2015 erano 890) mentre alle aziende sono andati 238 milioni (228 nel 2015), confermando dunque un trend di crescita.

I dettagli

Ecco i principali risultati dell’analisi degli adempimenti regionali:
17 Regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle D’Aosta e Veneto) hanno provveduto ad emanare/aggiornare le linee guida regionali, evidenziando un’invarianza rispetto ai risultati della rilevazione 2015
 
in 13 Regioni/Province Autonome (Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Piemonte, P.A. Bolzano, P.A. Trento, Toscana, Umbria, Valle D’Aosta e Veneto) tutte le Aziende presenti hanno dichiarato di aver attivato l’infrastruttura di rete
 
in 6 Regioni/Province Autonome (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Veneto, P.A. Bolzano e P.A. Trento) tutte le Aziende garantiscono ai dirigenti medici spazi idonei e sufficienti per esercitare la libera professione, mentre negli altri contesti la maggior parte delle Aziende ha fatto ricorso all’attivazione del programma sperimentale
 
10 Regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Piemonte, Sardegna, Sicilia) hanno autorizzato l’attivazione del programma sperimentale con una diminuzione del numero delle Regioni da 12 nel 2015 a 10 nel 2016.
 
 
Continua il calo del numero dei medici che fanno intramoenia. In media, nel SSN il 47,3% dei dirigenti medici, operanti nel SSN a tempo determinato e a tempo indeterminato con rapporto esclusivo, esercita la libera professione intramuraria. Nel corso degli ultimi quattro anni, il numero complessivo di Dirigenti medici che esercita la libera professione intramuraria è diminuito sia in termini assoluti sia in termini percentuali (rispetto al totale dirigenti dipendenti di Aziende del Servizio Sanitario Nazionale). In particolare, il numero di medici che esercitano ALPI è passato da 59.000 unità relative all’anno 2012, pari al 48% del totale 30 medici, a 51.430 unità nel 2016, pari al 43,3% del totale Dirigenti medici del SSN, con un decremento di 7.570 unità di personale pari a circa 13 punti percentuali di diminuzione nell’intero periodo considerato. Nell’anno 2016, in media, nel Servizio Sanitario Nazionale, il 47,3% dei Dirigenti medici, a tempo determinato e a tempo indeterminato con rapporto esclusivo, esercita la libera professione intramuraria (pari al 43,5% del totale Dirigenti medici).

Quasi l’80% dei medici esercita l’Alpi esclusivamente all’interno degli spazi aziendali. Sempre in media, con riferimento al 2016, circa il 79,5% dei Dirigenti medici esercita l’ALPI esclusivamente all’interno degli spazi aziendali (inclusi gli spazi in locazione che, ai fini della rilevazione, erano da considerarsi propriamente spazi aziendali), il 12,4% circa esercita al di fuori della struttura ed il 8,1% svolge attività libero professionale sia all’interno che all’esterno delle mura aziendali (ad esempio attività in regime ambulatoriale svolta presso il proprio studio professionale ed attività in regime di ricovero svolta all’interno degli spazi aziendali). Come è facilmente deducibile dal grafico sotto riportato, la quota di medici che esercita la libera professione esclusivamente all’interno degli spazi aziendali è progressivamente cresciuta negli ultimi quattro anni (da 59,4% dell’anno 2012 a 79,5% dell’anno 2016) e, di contro, la percentuale di intramoenia esercitata “esclusivamente” o “anche” al di fuori dalle mura si è praticamente dimezzata passando dal 40,6% (somma di “ALPI solo ESTERNO” e “ALPI INTERNO e ESTERNO”), dato relativo all’anno 2012, al 20,5% nell’anno 2016.
 
In sintesi, il monitoraggio per l’anno 2016 mostra ancora una significativa criticità per quel che concerne l’esercizio della libera professione al di fuori delle mura aziendali tanto che, al 31/12/2016, in 8 Regioni su 21 erano ancora presenti studi privati non collegati in rete o convenzioni con strutture private non accreditate, modalità di esercizio non più contemplate dalla normativa.
 
L’intramoenia allargata. Per quanto riguarda il ricorso all’intramoenia allargata, con le rilevazioni del 2016 si confermano nove Regioni/PA (Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, PA di Bolzano, PA di Trento, Toscana, Valle D’Aosta e Veneto) che non si avvalgono più dell’attività in intramoenia allargata. In alcune Regioni (Lombardia, Molise e Sardegna) si osserva una tendenza alla diminuzione del ricorso all’attività in intramoenia allargata per il monitoraggio di ottobre 2016, dove la percentuale di utilizzo risulta essere inferiore di qualche punto percentuale rispetto a quella rilevata nell’aprile 2016. E’ possibile notare come il ricorso all’intramoenia allargata stia negli anni diminuendo in maniera costante (dal 16% di aprile 2014, al 14 di ottobre 2015, fino al 13% di ottobre 2016). Permangono comunque delle differenze nel ricorso all’allargata nelle diverse regioni.

 

 

 

 

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