Migliora il benessere dei medici, ma il burnout è sempre in agguato

Professione | Redazione DottNet | 26/02/2019 12:02

Indagine Usa: cartelle elettroniche da aggiornare limitano il tempo con pazienti

Migliora negli Usa il benessere dei medici, ma il rischio di burnout, cioè di esaurimento da lavoro, è comunque in agguato, così come quello di depressione e depersonalizzazione (il sentirsi come un osservatore esterno dei propri processi mentali), nel complesso più che in altre professioni. Lo rileva un sondaggio guidato dalla Mayo Clinic, i cui risultati sono stati pubblicati su Mayo Clinic Proceedings. "È una buona notizia: mostra che il burnout viene affrontato a livello nazionale e che i programmi stanno avendo un certo impatto - evidenzia Lotte Dyrbye, autrice principale della ricerca -. Sono necessari ulteriori cambiamenti organizzativi e ulteriori ricerche per sostenere questa traiettoria".

L'indagine ha coinvolto medici di oltre 20 specialità, per valutare eventuali cambiamenti tra uno studio precedente nel 2014 e anche quello originale, che risale al 2011. È emerso che il burnout varia a seconda degli specialisti e che i livelli complessivi riportati e la soddisfazione per l'integrazione vita - lavoro sono migliorati tra il 2014 e il 2017. Secondo i ricercatori gli sforzi individuali e organizzativi hanno cambiato in meglio la situazione, ma c'è ancora del lavoro da fare. Più di 30.000 i medici invitati a partecipare, quasi 5500 quelli che hanno risposto. Le richieste di aggiornamento delle cartelle cliniche elettroniche sono risultate uno dei fattori principali del burnout, perché limitano il tempo che i professionisti possono trascorrere con i pazienti e ciò influisce sulla soddisfazione professionale.

 

fonte: Mayo Clinic Proceedings

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