
La scoperta, della Case Western Reserve School of Medicine, può aiutare i pazienti con malattie gastrointestinali a evitare di far proliferare lieviti e batteri
Arriva un mix di probiotici che riesce a distruggere i biofilm dell'intestino, lì dove vivono i microrganismi 'cattivi'. La scoperta, della Case Western Reserve School of Medicine, può aiutare i pazienti con malattie gastrointestinali a evitare di far proliferare lieviti e batteri che possono peggiorare i loro sintomi. I biofilm, ossia le comunità di microrganismi che vivono nell'intestino, possono contenere una miscela infettiva di batteri e funghi che possono essere resistenti agli antibiotici.
La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica mBio, indica che la miscela potrebbe aiutare a prevenire i biofilm dannosi nelle persone che soffrono di malattie infiammatorie intestinali, come il Morbo di Crohn o di altre condizioni gastrointestinali. I ricercatori hanno notato come usando questo probiotico il biofilm arrivava a ridurre il proprio spessore. "Il prossimo passo per il nostro probiotico in attesa di brevetto è di condurre studi clinici per dimostrare la sua efficacia in malattie come il Crohn, la colite ulcerosa, la sindrome dell'intestino irritabile e il cancro", ha detto Mahmoud A. Ghannoum, uno degli studiosi che ha condotto l'analisi.
Avis richiama l’attenzione sulla filiera del plasma: domanda in crescita e dipendenza dal mercato estero per una quota rilevante di farmaci salvavita.
Dalle tensioni internazionali alle ricadute sulla spesa pubblica, emergono segnali di pressione su supply chain, costi e capacità di erogazione dei servizi sanitari.
Il documento ISS del 3 febbraio non è una notizia. Ma torna attuale mentre AIFA apre il fronte della prescrittomica: dati solidi, ma ancora separati dalle scelte terapeutiche.
Al Ministero della Salute confronto sulla riforma della distribuzione dei farmaci. Più territorio e prossimità, ma resta centrale l’equilibrio tra accesso e sostenibilità.
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