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Palermo (Anaao): rivedere le esenzioni per recuperare 2 miliardi

Circa 4 miliardi di euro sono assorbiti da esenzioni sui farmaci o da quelle legate ad assicurazioni private o welfare aziendale che non è integrativo realmente
Sindacato

 "In sanità esiste una importante dispersione di risorse dovuta alle esenzioni. Vi sono circa 4 miliardi di euro assorbiti da esenzioni sui farmaci o da quelle legate ad assicurazioni private o welfare aziendale che non è integrativo realmente. Serve riformare questo settore. Su 4 miliardi se potrebbero recuperare immediatamente almeno due". E' una delle proposte dell' Anaao Assomed, il sindacato dei medici ospedalieri che ha organizzato, oggi a Roma, il convegno "La tempesta perfetta del Ssn" per una riflessione approfondita con i diversi attori della sanità sui temi più 'caldi' del settore: regionalismo differenziato, privatizzazione, carenza di specialisti ma anche risorse e finanziamento della sanità pubblica. A 40 anni dalla nascita del Servizio sanitario nazionale, secondo l' Anaao, crescono problemi di "accessibilità, equità e qualità, che interessano anche pezzi importanti della vita professionale dei medici e dei dirigenti sanitari".

La 'tempesta perfetta' che ha investito il sistema "nasce dall' onda lunga del definanziamento per nutrirsi di esplosione dei fondi sanitari, trainati dal welfare aziendale, carenza di specialisti, per assenza di programmazione ed impoverimento, professionale, economico e dei diritti del lavoro ospedaliero, richieste di autonomia differenziata", sostiene il sindacato. Negli ultimi anni "la spesa sanitaria privata, giunta alla soglia dei 40 miliardi, il 91% out of pocket, con il sostegno di una raffinata strategia di marketing, ha rilanciato con forza il tema della necessità di un secondo e terzo pilastro privato e/o di un universalismo selettivo" . Una "falsa alternativa" respinta dal sindacato che ribadisce il suo 'no' anche a "un neo- federalismo 'a geometria variabile', che il nuovo Governo intenderebbe assecondare. Con il rischio, però, di favorire ulteriormente le spinte verso l' egoismo territoriale e il sovranismo regionale, di ridimensionare il contributo fiscale delle Regioni più ricche e di aumentare l' entropia istituzionale con relative diseguaglianze". Il diritto alla salute, ribadiscono i medici, "non può perdere una dimensione nazionale, perché forti sono i rischi per l' integrazione sociale e l' unità del Paese se i cittadini non condividono gli stessi principi di giustizia sociale in un ambito rilevante come quello della salute". 

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 Il terzo fattore di crisi del sistema, secondo l' Anaao Assomed, è legato "alla carenza di risorse umane, frutto non solo di assenza di programmazione dei fabbisogni ma anche della sottrazione di valore a quel capitale umano il cui lavoro è valore fondante del Ssn. Il lavoro ospedaliero - spiega il sindacato - non è più appetibile di fronte alle sirene del privato e delle convenzioni, che godono anche di un vantaggio fiscale sconosciuto al mondo della dipendenza. La carenza di ospedalieri, misurabile in 16.700 unità fino al 2025, è già oggi evidente nei concorsi deserti, nel ricorso ai cosiddetti 'medici a gettone' ed ai pensionati fino alla chiusura di servizi sanitari". Ciò che serve oggi, secondo il sindacato, "è una riforma strutturale del sistema di formazione post laurea e un incremento dei contratti di formazione specialistica fino ad almeno 10mila all' anno, iniziando a recuperare i contratti persi dal Miur, e già finanziati, circa 1000 negli ultimi due anni. Impoverire la sanità pubblica, svuotarla di competenze professionali e di innovazioni tecnologiche - conclude l' Anaao - significa condannarla a non reggere l' onda d' urto della crisi e ad essere spazzata via, a scapito del grado di civiltà dell' intero Paese. Decapitalizzare il lavoro dei professionisti, anche attraverso la negazione dello strumento contrattuale, significa mettere le premesse per il collasso della sanità pubblica, la più grande infrastruttura civile e sociale che abbiamo costruito".

Sindacato
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