Arriva dagli 'antenati' dell'uomo, le scimmie, la nuova speranza per terapie sempre più precoci ed efficaci contro il diabete: una malattia che colpisce oggi circa 4 milioni di italiani, di cui un milione non ancora diagnosticato. In Texas vivono infatti 100 babbuini diabetici come gli uomini colpiti da questa patologia. Animali che dall'età adulta si ammalano di diabete per natura, senza aver subito alcun tipo di modificazione genetica e senza essere stati costretti a una dieta particolare.
A studiarli - convinto che questi primati possano ispirare nuovi trattamenti da 'importare' un giorno nella routine clinica - è un cervello italiano che lavora negli States: Franco Folli, direttore della Divisione di Diabetologia dell'University of Texas Health Science Center di San Antonio.
"I babbuini sono mammiferi che dal punto di vista evoluzionistico e genetico presentano una somiglianza estremamente marcata con l'uomo", spiega l'esperto, a Milano a margine del VII Convegno nazionale Diabete-Obesità in corso all'università degli Studi cittadina. In particolare, afferma, "tra i babbuini 'Papio hamadryas' e 'anubis' già dall'età tardo-adulta il 5-10% sviluppa spontaneamente alterazioni del metabolismo del glucosio, e il 3-5% diventa francamente diabetico".
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