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Sileri: il medico sia al centro dell'agenda politica

Professione Redazione DottNet | 06/07/2019 19:55

"Troppe le cause contro i medici, subito la legge per evitare i tribunali"

"Riportare il medico, l'infermiere, tutto il personale sanitario al centro dell'agenda politica", lo ha auspicato stamani il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato Pierpaolo Sileri, aprendo a Roma i lavori della tappa di luglio degli Stati Generali Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri). Troppi, secondo Sileri, i problemi dei medici oggi: a cominciare dalla carenza di specialisti, che costringe i colleghi a lavorare in condizioni difficili. "Da medico ospedaliero - ha detto - so quanto siamo stati deprivati della nostra dignità. E poi il mancato rinnovo dei contratti, il rapporto medico-paziente 'lesionato', che ha come conseguenza l'aumento del contenzioso e le problematiche anche penali che, nel 95% dei casi, finiscono con un'archiviazione".

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Per questo il presidente della Commissione Sanità ha presentato una proposta di legge per istituire una sorta di 'camera di compensazione' che eviti di arrivare in tribunale e consenta di ritrovare il dialogo con i pazienti. Ma è soprattutto la carenza di specialisti a preoccupare Sileri. Una carenza cronica, cui ora il governo sta cercando di trovare una soluzione, aumentando le borse. "L'aumento di posti nelle scuole di specializzazione fino a 8.000 borse è grandioso perché senza precedenti - ha affermato - ma dobbiamo fare di più, arrivando fino a 10.000, perché i ricorsi porteranno, nei prossimi anni, a migliaia di medici laureati in più". Altre proposte, come quella di richiamare i medici in pensione, lasciano invece scettico Sileri, che propone semmai di ritardare, su base volontaria l'uscita dal lavoro. Sì invece agli specialisti dell'ultimo anno ma solo a patto che possano esercitare come uno specializzato, perché "servono esperienza e qualità". Grande apertura per l'ingresso nel Servizio Sanitario Nazionale dei medici stranieri e infine, la questione Ecm (educazione medica continua), e alla necessità di rivisitare forme e modalità di aggiornamento per renderle più vicine alle reali esigenze della professione.

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