
Nell' ultimo anno i ticket sono aumentati complessivamente di euro 83,4 milioni (+2,9%), di cui euro 22,4 milioni (+1,7%) per le prestazioni specialistiche e euro 61 milioni (+3,9%) per i farmaci
Ammontano a un totale di 3 miliardi di euro - quasi 50 euro a persona con forti differenze regionali - i ticket sanitari nel 2018, ma di questa quota ben il 38% e' speso dai cittadini per acquistare farmaci di marca. La stima arriva dalla Fondazione Gimbe, che pubblica oggi il suo report annuale. Rispetto al 2014, quando gli importi dei ticket per farmaci e specialistica erano sovrapponibili, nel 2018 si sono ridotti del 6,1% quelli per le prestazioni e sono aumentati quelli per i farmaci (+12%).
Nell' ultimo anno i ticket sono aumentati complessivamente di euro 83,4 milioni (+2,9%), di cui euro 22,4 milioni (+1,7%) per le prestazioni specialistiche e euro 61 milioni (+3,9%) per i farmaci. 'Dallo 'spacchettamento' dei ticket sui farmaci - spiega il presidente Gimbe Nino Cartabellotta - emerge che nel 2018 dei 1.
In particolare: Lazio (euro 24,7), Sicilia (euro 24,2), Calabria (euro 23,6), Campania (euro 23), Basilicata (euro 22,1), Puglia (euro 21,9), Abruzzo (euro 21,5), Molise (euro 21,3), Umbria (euro 20,7) e Marche (euro 20,2). Da qui la ricetta Gimbe per rivedere il sistema dei ticket anche in vista del nuovo Patto per la salute: uniformare a livello nazionale i criteri per la compartecipazione e le regole per le esenzioni; eliminare il superticket per il quale sono gia' stati ripartiti euro 60 milioni; mettere in piedi azioni concrete per incrementare l' utilizzo dei farmaci equivalenti, visto che la preferenza per i farmaci di marca oggi 'pesa' per il 38% del totale sborsato dai cittadini per i ticket e per il 70% della compartecipazione per i farmaci.
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