Canali Minisiti ECM

Il testosterone aiuta il desiderio sessuale delle donne in menopausa

Medicina Interna Redazione DottNet | 26/07/2019 16:56

Studio, più valido se somministrato in cerotto o crema

 Il testosterone è efficace per le donne in menopausa con scarso desiderio sessuale e il trattamento è più valido se somministrato sotto forma di cerotto da applicare sulla pelle o crema, piuttosto che per via orale.    Lo rileva uno studio della Monash University, in Australia, pubblicato su The Lancet Diabetes and Endocrinology. La ricerca ha analizzato 36 studi randomizzati controllati riguardanti il trattamento con testosterone che sono stati portati a termine tra il 1990 e il 2018. I ricercatori hanno esaminato da vicino come il testosterone abbia influenzato la funzione sessuale, le misure cognitive, il colesterolo e altri risultati relativi alla salute di un complesso di 8480 donne dai 18 ai 75 anni.

Hanno scoperto che, rispetto a un placebo o un altro trattamento ormonale come gli estrogeni, l'assunzione di testosterone per almeno 12 settimane aumentava significativamente il desiderio sessuale, il piacere, l'eccitazione, l'orgasmo, la reattività, la frequenza di rapporti sessuali soddisfacenti nelle donne in menopausa.

  C'è stato anche un aumento complessivo del peso riscontrato con il trattamento con testosterone, insieme alla comparsa di acne e alla crescita di peli, ma "non sono stati registrati eventi avversi gravi", secondo quanto riportato dai ricercatori, che spiegano che è il momento di un ulteriore studio sull'uso del testosterone nelle donne in menopausa.  "Non è certamente la soluzione magica per tutti, e anche quando funziona è generalmente in abbinamento con altro, come la psicoterapia- avverte però intervistata dalla Cnn Lauren Streicher, direttrice del Northwestern Medicine Center for Sexual Medicine and Menopause. "La libido - conclude l'esperta - è molto complicata perché è multifattoriale". 

pubblicità

fonte: The Lancet Diabetes and Endocrinology

Commenti

I Correlati

Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.

Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona

La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo

Andrea Montagnani è il nuovo presidente nazionale Fadoi: tra le priorità innovazione organizzativa, rafforzamento della medicina interna ospedaliera e integrazione tra ospedale e territorio.

Ti potrebbero interessare

La malattia colpisce 1 adulto su 4. In vista del World Liver Day del 19 aprile, gli esperti richiamano alla prevenzione e alla diagnosi precoce

Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.

La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo

Andrea Montagnani è il nuovo presidente nazionale Fadoi: tra le priorità innovazione organizzativa, rafforzamento della medicina interna ospedaliera e integrazione tra ospedale e territorio.

Ultime News

Più letti