
Potranno essere utilizzate per rilevare i cambiamenti nel corpo umano, come ad esempio quelli innescati da un tumore, e rispondere rilasciando farmaci ad hoc
Eccezionale ricerca britannica. Gli scienziati dell' Imperial College di Londra hanno creato delle cellule artificiali che imitano quelle vere, e sono in grado di rispondere al cambiamento chimico nell' ambiente circostante. Le cellule artificiali potrebbero essere utilizzate - in futuro - per rilevare i cambiamenti nel corpo umano, come ad esempio quelli innescati da un tumore, e rispondere rilasciando farmaci ad hoc. Ma anche per rilevare e rimuovere i metalli nocivi nell' ambiente. Rispondere ai cambiamenti a livello chimico è una funzione cruciale delle cellule biologiche. Ad esempio, possono reagire alle diverse sostanze chimiche creando determinate proteine, aumentando la produzione di energia o autodistruggendosi. I prodotti chimici sono usati dalle cellule anche per comunicare tra loro e coordinare una risposta o inviare un segnale. Tuttavia nelle cellule naturali queste risposte chimiche possono essere molto complesse e comportare più passaggi.
Ciò rende complessa sia questa procedura che la sua alterazione, ad esempio per spingere cellule naturali a produrre determinate sostanze.
fonte: pnas
Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.
Un Manifesto traccia le linee di intervento: dare priorità all’obesità come malattia non trasmissibile, costruire l’alfabetizzazione sanitaria, ottimizzare le strategie di prevenzione, migliorare i servizi alla persona
La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo
Andrea Montagnani è il nuovo presidente nazionale Fadoi: tra le priorità innovazione organizzativa, rafforzamento della medicina interna ospedaliera e integrazione tra ospedale e territorio.
Uno studio dell’Università di Bologna evidenzia come il progressivo abbassamento dei valori e le differenze tra linee guida possano influenzare percezione dei pazienti, scelte cliniche e ricorso alle cure
La malattia colpisce 1 adulto su 4. In vista del World Liver Day del 19 aprile, gli esperti richiamano alla prevenzione e alla diagnosi precoce
Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.
La Commissione sull’Obesità Clinica raccomanda un nuovo approccio, con più sfumature, nel quale vengono usate in aggiunta al BMI anche delle misure del grasso corporeo
Commenti