
Si trovano in polli e maiali: superbatteri pericolosi per l'uomo
Gli antibiotici regnano sovrani nei piatti degli italiani, alimentando la farmaco-resistenza, tanto che le infezioni ospedaliere nel nostro Paese sono continuamente in crescita. Un fenomeno tristemente in controtendenza con il resto dell'Europa, dove la maggior parte dei paesi registra un calo. Tutta colpa dell'uso sconsiderato di questa classe di farmaci negli allevamenti di polli, tacchini e maiali. Secondo i dati del Piano Nazionale di Contrasto dell'Antimicrobico-Resistenza, presentati in uno studio del Policlinico Gemelli pubblicato sulla rivista Igiene e Sanità Pubblica, ben il 50% del loro uso globale è nel settore veterinario.
Un dato che secondo Walter Ricciardi, ordinario di Igiene e Medicina preventiva dell'Università Cattolica di Roma, ci fa guadagnare una "maglia nerissima" rispetto alla Ue, e che alimenta un'antibiotico-resistenza aggravata anche dalla trasmissione di superbatteri dall'animale all'uomo, tramite contatto diretto o attraverso il consumo di alimenti.
La situazione è a macchia di leopardo a livello regionale e addirittura delle singole Asl, reali responsabili dei controlli. Inoltre, denuncia l'esperto, questi farmaci "vengono somministrati anche agli animali sani a scopo preventivo". Di qui l'appello: "Bisogna coinvolgere - dice - i manager delle strutture ospedaliere, i medici, i veterinari e gli allevatori. Se esiste una legge che vieta di prescrivere antibiotici agli animali se non sono malati, è chiaro che asl e veterinari devono controllare. E' una questione di salute pubblica, il meccanismo deve partire". Un problema che in Europa è molto sentito, tanto che in Svezia e Olanda, la consapevolezza di allevatori, veterinari e medici ha portano ad una drastica riduzione delle farmaco-resistenze anche negli ospedali. L'obbligo della ricetta elettronica veterinaria per i farmaci per gli animali, scattato in Italia a metà aprile di quest'anno, conclude Ricciardi "potrebbe essere un valido deterrente per il nostro paese, ma non bisogna scordare che c'è un fiorente mercato d'importazione parallelo illegale di antibiotici, che viaggia su internet".
Avis richiama l’attenzione sulla filiera del plasma: domanda in crescita e dipendenza dal mercato estero per una quota rilevante di farmaci salvavita.
Dalle tensioni internazionali alle ricadute sulla spesa pubblica, emergono segnali di pressione su supply chain, costi e capacità di erogazione dei servizi sanitari.
Il documento ISS del 3 febbraio non è una notizia. Ma torna attuale mentre AIFA apre il fronte della prescrittomica: dati solidi, ma ancora separati dalle scelte terapeutiche.
Al Ministero della Salute confronto sulla riforma della distribuzione dei farmaci. Più territorio e prossimità, ma resta centrale l’equilibrio tra accesso e sostenibilità.
Le nuove linee guida 2026 puntano su trattamento precoce, test rapidi per identificare il germe e una gestione più attenta dei fluidi al fine di ridurre le complicanze
Un caso isolato, nessuna trasmissione, nessuna criticità. Eppure apertura di home page. Perché la comunicazione sanitaria continua a trasformare segnali irrilevanti in allarmi impliciti.
Commenti