
I prodotti carenti sul territorio non possono essere esportati
"Sono stato fra i primi a sottolineare le potenzialità ma anche i rischi di questa opportunità legittima, quella di poter vendere all' estero i medicinali da parte del farmacista. La via che abbiamo indicato anche l' Agenzia italiana del farmaco e al ministero della Salute è quella di impedire l' esportazione di prodotti che siano carenti sul territorio". Lo spiega all' AdnKronos Salute Andrea Mandelli, senatore di Forza Italia e presidente della Federazione Ordini farmacisti italiani (Fofi). "Devo dire che il ministro Grillo ha avuto una sensibilità immediata su questo argomento - sottolinea - Ci sono situazioni in Europa che con la libera circolazione aprono delle opportunità concrete.
"Le carenze di farmaci possono essere dovute a un problema di produzione o a un problema di distribuzione. Nel primo caso si tratta di esempi molto limitati, magari dovuti al fatto che qualche lotto non risulta conforme, mentre abbiamo necessità di avere prodotti sempre impeccabili. Le carenze distributive, invece, non si riescono a controllare: i farmaci vengono sempre regolarmente distribuiti dalle aziende farmaceutiche, che non sono responsabili di quello che poi i distributori scelgono di fare. La legge prevede che possano esportare i prodotti dove si fa più margine".
A spiegarlo è Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, tornando sulla questione dei medicinali che mancano. "Anche al tavolo tecnico molto interessante che è stato indetto al ministero della Salute è emerso questo problema - ricorda - Le aziende non possono esportare in altri Paesi, così come altri Paesi non possono venire a commercializzare qui da noi. L' export che facciamo noi è anche in questo caso produttivo, non è distributivo: in Italia ci sono fabbriche che producono sia per il nostro Paese che per altri, secondo le specifiche leggi di ogni Stato. In Italia ci teniamo anche larghi perché sappiamo che esiste questo fenomeno, ma non basta perché, pur controllando la produzione - ribadisce Scaccabarozzi - non possiamo fare lo stesso per la distribuzione".
"Bene ha fatto il ministero a rendere alcuni prodotti non esportabili, non a caso poi le carenze si sono risolte proprio grazie a questo provvedimento. O si cambia la legge - conclude - o si produce una norma che, in caso di carenze per problemi distributivi, vieti sempre l' esportazione parallela dei farmaci".
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