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Farmaco, l’innovazione resta lenta: in Italia 424 giorni per l’accesso, contro gli 80 della Francia

Evento su innovazione accessibile: il nodo non è la ricerca ma i tempi di accesso. Sullo sfondo la riforma del comparto farmaceutico
Farmaci

L’innovazione in sanità non è solo una questione scientifica, ma anche di accesso. È questo il punto emerso dal confronto sull’"innovazione accessibile" promosso da Adnkronos, che ha riportato al centro del dibattito uno dei temi al centro del dibattito in sanità: la distanza tra disponibilità dei farmaci e reale accesso dei pazienti.

Un tema che si intreccia direttamente con la riforma del comparto farmaceutico e con il cantiere, ancora aperto, di un riordino complessivo delle regole.

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Italia più lenta sull’accesso all’innovazione

Il dato più significativo riguarda i tempi di accesso ai farmaci. In Italia servono in media 424 giorni per rendere disponibili i nuovi farmaci dopo l’approvazione europea, mentre in Francia, grazie a un sistema strutturato di accesso anticipato, il tempo può ridursi fino a circa 80 giorni per le soluzioni innovative.

Una differenza che evidenzia come il problema non sia tanto la capacità di produrre innovazione, quanto la rapidità nel trasferirla nella pratica clinica.

Innovazione e sostenibilità: una risorsa economica oltre che sanitaria

Nel dibattito è stato sottolineato come l’innovazione sanitaria produca effetti che vanno oltre la salute. In Europa l’economia della salute genera circa 1,5 trilioni di euro e pesa per il 3,3% del PIL, mentre la ricerca farmaceutica vale 55 miliardi di euro in investimenti.

Anche l’Italia mantiene un ruolo rilevante, con circa 2 miliardi di investimenti in ricerca e una posizione di primo piano nella produzione industriale.

"Riconoscere e premiare l’innovazione accessibile è essenziale per attrarre investimenti e rendere l’Europa competitiva nella sfida globale", afferma Antonino Biroccio, presidente e general manager di GSK Italia.

Accesso e organizzazione: il limite non è la ricerca ma il sistema

Il punto critico resta quindi più che altro organizzativo. L’innovazione infatti produce valore solo se riesce a tradursi in accesso reale: prevenzione, diagnosi e cure disponibili nei tempi giusti.

In questo senso, i ritardi nei processi autorizzativi e nelle procedure di rimborso rappresentano un fattore che incide direttamente sull’efficacia del sistema.

Il legame con la riforma del farmaco

Il tema si inserisce nel contesto della riforma del comparto farmaceutico, che punta a ridefinire criteri di accesso, valutazione e sostenibilità. Secondo quanto emerso nel confronto, sarà necessario definire meccanismi più chiari per riconoscere l’innovazione e favorirne l’ingresso rapido nei percorsi di cura.

Un passaggio considerato decisivo anche per rafforzare la competitività del sistema sanitario e industriale italiano.

Un equilibrio ancora da costruire

L’equilibrio tra innovazione, sostenibilità e accesso resta quindi una questione aperta per il futuro del Servizio sanitario nazionale.

Se da un lato l’Italia dispone di una base industriale e scientifica solida, dall’altro persistono criticità nei tempi e nei modelli organizzativi che ne limitano l’impatto sui pazienti.

Farmaci
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