
Il contributo di fumo o colesterolo supera la predisposizione genetica
Sono gli stili di vita sbagliati come il fumo e il colesterolo alto il rischio maggiore per la salute delle coronarie, anche quando c'è una predisposizione genetica ad avere una coronaropatia. Lo ha scoperto uno studio presentato al congresso della Società Europea di Cardiologia (Esc), secondo cui non è affatto inevitabile l'insorgere della malattia anche in chi ha una predisposizione familiare. La ricerca ha studiato 1075 pazienti sotto i 50 anni, e i fattori di rischio, sia quelli legati allo stile di vita che quelli genetici, sono stati confrontati con quelli di un gruppo di controllo di 520 volontari sani. A tutti sono stati fatti dei test genetici e sono stati analizzati cinque comportamenti a rischio, fumo, inattività, colesterolo, pressione e diabete.
Tre quarti dei pazienti avevano almeno tre dei fattori di rischio legati agli stili di vita, e in entrambi i gruppi la probabilità di sviluppare una coronaropatia aumentava esponenzialmente ad ogni fattore in più. Per chi ne aveva uno solo era tre volte più alto, con due era sette volte e con tre 24 volte. Nei pazienti era anche maggiore la presenza di una o più varianti del genoma associate al rischio cardiovascolare. "Questo dimostra che la genetica contribuisce alle coronaropatie - spiega Joao Sousa, l'autore principale -. Tuttavia, nei pazienti con due o più fattori di rischio modificabili, il Dna ha un ruolo molto meno decisivo".
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