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La parodontite potrebbe accelerare l'invecchiamento del cervello

Legata alla riduzione delle capacità cognitive già in età adulta
Odontoiatria

La parodontite, malattia gengivale che può portare anche a perdita di denti, potrebbe accelerare il naturale invecchiamento del cervello. Lo suggerisce uno studio su migliaia di individui di 20-59 anni pubblicato sulla rivista Clinical Periodontology e basato sull'analisi del database USA "National Health and Nutrition Examination Survey" (NHANES) e condotto presso il National Defence Medical Center di Taipei a Taiwan.  La parodontite è stata ipotizzata essere uno dei più comuni fattori di rischio per lo sviluppo della demenza. Al fine di verificare la relazione tra questa diffusissima malattia del cavo orale e l'indebolimento delle capacità cognitive, sono stati coinvolti 4.663 partecipanti che sono stati sottoposti a visite dentistiche e test per valutarne le funzioni cognitive.

I partecipanti sono stati suddivisi in gruppi a seconda che soffrissero di parodontite grave, moderata o lieve o che non presentassero affatto la malattia gengivale (sani). I risultati totalizzati ai test cognitivi hanno evidenziato una riduzione delle capacità mentali nei soggetti con parodontite da lieve a grave, rispetto agli individui sani, a parità di fattori influenti come età, livello di istruzione, malattie cardiovascolari e vizio del fumo. "Il nostro studio - scrivono gli autori - mostra che un cattivo stato parodontale è risultato associato a riduzione delle capacità cognitive In un campione significativo di individui". Lo studio è interessante in quanto sono stati considerati individui ancora giovani e quindi è stata valutata la naturale (non patologica) perdita di funzioni cognitive in un gruppo di individui sani (senza demenza), trovando un legame tra salute gengivale e capacità mentali, ha spiegato all'ANSA Cristiano Tomasi, dell'Università di Göteborg e socio della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP).

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fonte: Clinical Periodontology

Odontoiatria
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