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Medici di famiglia, le richieste: esami e infermiere

Medicina Generale Redazione DottNet | 12/09/2019 20:54

I medici di medicina generale chiedono: assistente sociale, terapista della riabilitazione, telemedicina con esami come elettrocardiogramma, spirometria e glicemia. Parte il tour "adesso basta"

Infermiere di studio e personale amministrativo, altre figure come l'assistente sociale e il terapista della riabilitazione, la possibilità affidarsi alla telemedicina e di fare in ambulatorio semplici esami che le tecnologie di oggi permettono, come elettrocardiogramma, spirometria e glicemia, per i quali oggi è spesso necessario inviare il paziente in ospedale: sono le voci che mancano nel contratto nazionale di lavoro dei medici di famiglia e che la loro associazione, la Fimmg, sta rivendicando con il tour 'Adesso Basta!', percorrendo il territorio nazionale con un camper che, nella sua prima parte, toccherà 15 città in 30 giorni per complessivi 1.800 chilometri. 

"I medici di famiglia italiani - spiega il segretario nazionale Silvestro Scotti - visitano 2 milioni di cittadini al giorno, esattamente il numero dei 'codici bianchi/verdi' inappropriati nei pronto soccorso.

Se si divide il numero di quei codici per quello dei medici di famiglia risulta una visita in più al giorno per ogni medico, che neanche se ne accorgerebbe. Ma bisogna dare al medico la possibilità di attrarre i pazienti che inappropriatamente si rivolgono al pronto soccorso". Per Scotti "sono troppi anni che si agisce verso il medico di famiglia come fosse un medico di serie B". I costi di questo cambiamento nella possibilità di utilizzo in studio dei nuovi dispositivi tecnologici sono stati calcolati dalla Fimmg in qualche decina di milioni di euro, "che non vanno attinti - per Scotti - nel fondo sanitario nazionale, perché sono facilmente reperibili nella finanziaria al capitolo innovazione tecnologica".

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Quanto alla figura del collaboratore di studio, per il segretario Fimmg, la si potrebbe reperire nell'ambito del 'reddito di cittadinanza' offrendo questa riqualificazione a persone che non hanno lavoro.  Per l'assessore regionale Giulio Gallera "la medicina del territorio è un grande pilastro. E' un elemento centrale per garantire l'appropriatezza delle cure, la sostenibilità del sistema e il miglioramento della presa in carico dei pazienti cronici". Ha appoggiato tutte le richieste della Fimmg, ricordando che molte di esse sono presenti nella riforma lombarda e che proprio una delibera fatta a fine giugno dalla Giunta regionale "prevede che una serie di attività di telemedicina possano essere fatte negli studi medici".

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