Canali Minisiti ECM

Sanità, Schillaci: medicina generale da riformare e stop alle disomogeneità sul Pnrr

Sanità pubblica Redazione DottNet | 19/03/2026 12:54

Il ministro: “Sempre meno giovani scelgono la medicina di base”. “Inaccettabili differenze tra Regioni”. Liste d’attesa, “esami in aumento fino al 20%”

La riforma della medicina generale, il rafforzamento dell’assistenza territoriale, le criticità nell’attuazione del Pnrr e il tema delle liste d’attesa. Sono questi i principali temi toccati dal ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto in videocollegamento al Feuromed – Festival euromediterraneo dell’economia in corso a Napoli.

Medicina generale in crisi e formazione da ripensare

pubblicità

"Oggi sempre meno giovani scelgono di fare il medico di base, è una professione in crisi e credo che vada rivista", ha dichiarato il ministro. "La medicina generale va riformata in un’ottica più moderna nell’interesse dei cittadini".

Una difficoltà di attrattività che si inserisce in una fase di ridefinizione del ruolo della medicina generale, tra cambiamenti organizzativi, crescente carico burocratico e trasformazione delle funzioni nel sistema territoriale.

Tra le priorità indicate, la revisione del percorso formativo: "Il primo punto da affrontare è far diventare la medicina generale una specializzazione di tipo universitario, perché i giovani devono avere lo stesso trattamento, sia per il titolo accademico sia dal punto di vista economico, di chi sceglie un’altra specializzazione".

Territorio, Case di comunità e riduzione della burocrazia

Il secondo asse riguarda il ruolo dei medici di medicina generale nel sistema territoriale. "Dobbiamo vedere i medici lavorare in gruppo, impegnati nelle Case di comunità", ha spiegato Schillaci, sottolineando anche la necessità di ridurre il carico amministrativo: "Dobbiamo ridurre gli aspetti burocratici per recuperare il tempo dedicato al rapporto con i pazienti".

Pnrr, "inaccettabili differenze tra Regioni"

Sul fronte della riorganizzazione del sistema sanitario, il ministro ha richiamato anche l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. "Sul Pnrr abbiamo un’interlocuzione continua con le Regioni: c’è qualche inaccettabile variazione tra Regione e Regione, ma siamo nei tempi e continueremo a dialogare", ha affermato.

Un passaggio che evidenzia le difficoltà nel garantire un’implementazione omogenea degli interventi sul territorio, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo dell’assistenza territoriale.

Liste d’attesa, più esami ma resta il problema

Nel suo intervento, Schillaci ha affrontato anche il tema delle liste d’attesa, definendole "un problema annoso". Secondo il ministro, tuttavia, si registrano segnali di miglioramento: "I dati dimostrano che nell’ultimo anno è aumentato in maniera significativa il numero degli esami fatti, in alcune Regioni oltre del 20 per cento".

"È un processo che si sta affinando: non è solo un problema di risorse ma di efficientamento di quello che c’è", ha aggiunto, annunciando un lavoro con Agenas e con le Regioni e una futura campagna informativa per aiutare i cittadini a orientarsi nella richiesta delle prestazioni.

Verso un nuovo equilibrio tra ospedale e territorio

Nel suo intervento, Schillaci ha infine ribadito la necessità di un riequilibrio complessivo del sistema. L’obiettivo è "modernizzare la sanità italiana creando un sistema equilibrato tra ospedali e medicina territoriale", mantenendo al tempo stesso i principi di uguaglianza, gratuità e attenzione alle fasce più fragili.

Commenti

I Correlati

La Commissione nazionale per la formazione continua definisce il nuovo triennio. Sconti per chi è già in regola e incentivo sulla formazione vaccinale.

Oltre 5.700 medici di famiglia mancanti in 18 Regioni e più di 8.000 in uscita entro il 2028. Per Gimbe la crisi è strutturale e aggravata dall’invecchiamento della popolazione.

Pubblicato il primo decreto di erogazione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il rafforzamento delle farmacie rurali. Coinvolti i primi 195 presidi su oltre 1.200 ammessi alla misura.

Scadenza per l’adesione volontaria alla Onaosi. Possono iscriversi i medici non dipendenti pubblici entro dieci anni dall’iscrizione all’Ordine.

Ti potrebbero interessare

Dal rischio cardiovascolare al burnout dei sanitari, il ministro richiama l’impatto clinico dell’isolamento. E lo collega alla riforma del sistema sanitario.

Secondo dati diffusi dall’Associazione Luca Coscioni, la procedura farmacologica sfiora il 60%. Persistono forti differenze territoriali e limiti organizzativi.

Dati ISTAT e allarme AUPI. Gli psicologi chiedono politiche strutturate su educazione digitale, prevenzione e ruolo delle piattaforme.

Oltre 5.700 medici di famiglia mancanti in 18 Regioni e più di 8.000 in uscita entro il 2028. Per Gimbe la crisi è strutturale e aggravata dall’invecchiamento della popolazione.

Ultime News

Più letti