
Insediata la Consulta per la revisione del Codice atteso entro il 2027. Anelli: “Serve un testo capace di interpretare i cambiamenti scientifici e sociali”. Al centro telemedicina, equo compenso e ruolo pubblico del medico
Intelligenza artificiale, uso dei social da parte dei medici, contrasto alle pseudoscienze e ridefinizione del ruolo sociale della professione. Sono questi alcuni dei principali ambiti su cui si concentrerà il lavoro della Consulta deontologica della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, insediata a Roma e chiamata a redigere il nuovo Codice di Deontologia Medica, atteso entro il 2027.
Un aggiornamento che arriva in un contesto profondamente cambiato, in cui innovazioni tecnologiche, trasformazioni sociali e nuove modalità di relazione con i pazienti stanno ridefinendo i confini stessi dell’agire medico.
Un Codice per interpretare il cambiamento
"Sarà una Consulta pragmatica – afferma il presidente della Fnomceo Filippo Anelli – che tirerà le somme di un lavoro che parte da lontano, dal 2018, e che ha accolto in questi anni i contributi non solo dei professionisti ma dell’intera società civile".
L’obiettivo è costruire un testo capace di tenere insieme sensibilità diverse e di offrire un riferimento aggiornato per la professione: "Ora la revisione del Codice ritorna nelle mani della professione medica e odontoiatrica, che sintetizzerà le diverse sensibilità per arrivare a un Codice moderno, che guidi il medico e l’odontoiatra ma che sia anche in grado di ispirare il tessuto culturale e sociale del Paese".
Dalla tecnologia alla relazione di cura
Tra i temi più rilevanti emerge il rapporto tra innovazione tecnologica e responsabilità professionale. L’intelligenza artificiale, così come la telemedicina, non rappresentano più ambiti marginali, ma strumenti destinati a entrare stabilmente nella pratica clinica, con implicazioni etiche e deontologiche ancora in fase di definizione.
Allo stesso tempo, il Codice dovrà confrontarsi con fenomeni come la diffusione delle pseudoscienze e l’uso dei social media da parte dei professionisti, che incidono direttamente sulla qualità dell’informazione sanitaria e sulla fiducia dei cittadini.
"In questi anni – osserva Anelli – molti sono stati i cambiamenti da un punto di vista sociale, scientifico, clinico, normativo e bioetico, nel rapporto tra medico e paziente. Il nuovo Codice deve interpretare queste evoluzioni, ridisegnando il rapporto tra medico e cittadino, attraverso una valorizzazione del tempo di comunicazione come tempo di cura".
Il ruolo sociale del medico
Il lavoro della Consulta si estende anche a dimensioni più ampie, che riguardano il ruolo del medico nella società. "Il medico, oltre a curare, rappresenta un punto di riferimento essenziale per il cittadino e racchiude nella sua professione valori democratici fondamentali", sottolinea Anelli.
Una visione condivisa anche dall’ambito odontoiatrico: per Andrea Senna, presidente della Commissione Albo Odontoiatri nazionale, si tratta di valori "che affondano le loro radici nei principi ippocratici e che si confrontano con i mutamenti scientifici, clinici e sociali che stanno trasformando la professione".
Dalla teoria alla scrittura del nuovo testo
Con l’insediamento della Consulta si apre ora la fase operativa. "Oggi parte il lavoro vero e proprio, la messa a terra di tutto quello che abbiamo fatto sino ad ora", spiega il coordinatore Maurizio Grossi.
Il nuovo Codice, nelle intenzioni, dovrà andare oltre la relazione tradizionale medico-paziente per includere una dimensione più ampia: "I nuovi articoli vedranno il medico non solo in funzione duale con il paziente, ma nel suo ruolo sociale di garante dei diritti: alla tutela della salute, all’equità e all’accessibilità delle cure".
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