
Mentre pubertà e menopausa tardive abbassano probabilità
L'uso della pillola contraccettiva e cicli mestruali più lunghi sono associati ad un maggiore rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, mentre pubertà e menopausa tardive sono associate ad un minor rischio. Lo evidenzia uno studio dell'Hospital Havicenne Bobigny in Francia, presentato al 55/o congresso dell'associazione europea per lo studio del diabete Easd. I dati, affermano i ricercatori, suggeriscono infatti che una più lunga esposizione agli ormoni sessuali, ma in un periodo più tardo della vita, possa ridurre il rischio di diabete.
Lo studio ha considerato un campione di 83.799 donne francesi, monitorate dal 1992 al 2014 anche utilizzando modelli computerizzati per la rilevazione di diversi fattori di rischio. I ricercatori hanno così potuto osservare che una maggiore età al momento della pubertà (ovvero un'età maggiore di 14 anni contro 12 anni) riduceva il rischio di diabete 2 del 12%, mentre un'età maggiore alla menopausa (52 anni contro 47) riduceva il rischio del 30%.
Secondo gli autori dello studio, sembrerebbe dunque che una più lunga esposizione agli ormoni sessuali, ma più tardi nella vita, possa ridurre il rischio di sviluppare il diabete 2 indipendentemente da altri fattori di rischio. Inoltre, avvertono, il rischio indotto dalla pillola contraccettiva dovrebbe condurre ad una valutazione personalizzata per le giovani donne con più probabilità di sviluppare il diabete 2, come ad esempio quelle con una storia familiare di diabete, le donne obese e quelle con sindrome da ovaio policistico.
fonte: ansa
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