
Il grasso che riveste il cuore può mandare 'ko' le cellule miocardiche e favorire lo scompenso cardiaco, ma solo nei soggetti obesi. Lo dimostra uno studio dell'Università di Bari, una delle ricerche presentate dai giovani ricercatori della Società italiana di diabetologia (Sid) al 55/o Congresso dell'Associazione europea per lo studio del diabete (Easd). Lo studio dimostra che le cellule adipose che rivestono il cuore (il cosiddetto grasso epicardio) possono, nei soggetti obesi, produrre una serie di molecole con caratteristiche pro-infiammatorie che mandano al tappeto le cellule miocardiche, aprendo così la strada allo scompenso cardiaco, una complicanza frequente nelle persone obese con diabete di tipo 2. Dalla conoscenza più approfondita di questi 'mediatori del KO' potrebbero derivare nuove terapie anti-scompenso cardiaco.
"Obiettivo del nostro studio - spiega Stefania Porro dell'Università di Bari - è stato quello di valutare se i mediatori cellulari rilasciati dalle cellule staminali adipose fossero in grado di determinare alterazioni della vitalità e della funzione delle cellule progenitrici cardiache". "Questo studio - commenta Francesco Giorgino (nella foto), ordinario di Endocrinologia presso l'Università di Bari, il cui gruppo di ricerca ha condotto lo studio - dimostra per la prima volta un importante collegamento tra il tessuto adiposo che riveste il cuore e lo stato di salute del cuore stesso: alcune sostanze prodotte da questo particolare tipo di tessuto nei soggetti obesi possono danneggiare il cuore, aumentando il rischio di scompenso cardiaco, che è particolarmente elevato nelle persone con obesità e/o con diabete di tipo 2. Questi risultati potranno consentire di individuare nuovi mediatori di danno cardiovascolare nell'obesità e nel diabete 2".

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