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Fine vita: il parere dei medici

Riccio: cambia poco. Anelli: responsabilità a un pubblico ufficiale
Professione

E' scontro all'interno della categoria medica per le norme in arrivo sul fine vita. Il fronte laico dei camici bianchi che gia' in passato si era schierato a favore di una regolamentazione sul suicidio assistito, prende le distanze dalla posizione ufficiale dell'Ordine Nazionale dei Medici e dalle parole del presidente Filippo Anelli.   Quest'ultimo aveva subito dopo la sentenza della Consulta indicato la necessita' di individuare un pubblico ufficiale per avviare la procedura del suicidio assistito, cioe' un rappresentante dello Stato e non un medico. E mentre il mondo cattolico resta fermamente legato ad una condanna per ogni apertura a queste pratiche, la politica cerca una quadra che continua a dimostrarsi delicata. I portabandiera della posizione piu' favorevole alla normativa sono Mario Riccio, il medico che fu a fianco di Piergiorgio Welby e Silvio Viale che opera nell'associazione Exit in aiuto di chi vuole fare l'eutanasia all'estero.

"Leggo che ci sarebbero migliaia di colleghi medici pronti all'obiezione di coscienza qualora venisse promulgata una legge sul suicidio assistito. Credo sia legittimo e personalmente sostengo l'obiezione di coscienza, ritengo però scorretto che questi colleghi e relative associazioni - come i medici cattolici - si arroghino il diritto di parlare a nome di tutta la classe medica", ha detto Mario Riccio, il medico anestesista che 13 anni fa staccò la spina a Piergiorgio Welby, e dirigente dell'Associazione Luca Coscioni. "Questi professionisti rappresentano una parte dei medici, numericamente ridotta.  Stiano sereni, nessuno vuole imporre niente a nessuno. Ma ci sono molti medici, tra cui il sottoscritto, pronti a far valere la volontà del paziente", afferma. E continua: "E' invece offensivo ed irrispettoso che il Presidente della Fnomceo Filippo Anelli assuma le stesse posizioni. Forse dimentica che il suo ruolo è quello di rappresentare tutti gli iscritti e non solo la parte a cui lui evidentemente appartiene e di cui vuole sostenere le idee. Così facendo il collega Anelli abdica dal suo ruolo, utilizzandolo nella Fnomceo per sostenere posizioni personali".

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Riccio quindi si appella ai medici italiani che ritengono sia un dovere professionale quello di rispettare la volontà del paziente di manifestarsi". "Mi vergogno di avere un presidente inadeguato come Filippo Anelli. Se non è in grado di rappresentare tutti i medici si dimetta. Lui faccia pure l'obiettore, ma io faccio il medico" rincara Silvio Viale."La questione del pubblico ufficiale è una barzelletta mortificante per ogni buon medico. Non solo perché si derogherebbe alle proprie responsabilità etiche e deontologiche verso i pazienti, ma perché il medico è già spesso un pubblico ufficiale, comunque un incaricato di pubblico servizio. Io non sono diverso da un medico di qualunque altro paese europeo, compresi Svizzera, Olanda, Belgio e Lussemburgo" conclude il medico.

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