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Abolito il super ticket e più fondi a ospedali e strutture

Si passa da un totale pari a 114,4 miliardi di euro per il Fondo 2019 ad un finanziamento al Servizio sanitario nazionale pari a 116,4 miliardi nel 2020
Sanità pubblica

Più fondi per la Sanità ed anche per rinnovare l'edilizia di ospedali e strutture, e stop al superticket per garantire a tutti i cittadini un più facile accesso al Servizio sanitario nazionale. Con la manovra di bilancio appena approvata dal Consiglio dei ministri, il ministro della Salute Roberto Speranza realizza due obiettivi definiti prioritari per il suo dicastero, a partire proprio dall'eliminazione dell'"odioso balzello" che i cittadini devono pagare per la prestazioni specialistiche e per quelle ambulatoriali, ovvero su visite ed esami. A fronte di una popolazione che continua ad invecchiare e registra un aumento delle patologie croniche con una crescente domanda di assistenza sanitaria e territoriale, il primo risultato 'portato a casa' è innanzitutto l'aumento delle risorse per il Fondo sanitario nazionale. Nello specifico, la manovra conferma l'aumento per il Fondo di 2 miliardi nel 2020 e di 1,5 nel 2021.

Si passa così da un totale pari a 114,4 miliardi di euro per il Fondo 2019 ad un finanziamento al Servizio sanitario nazionale pari a 116,4 miliardi nel 2020. Si tratta, secondo il viceministro all'Economia Antonio Misiani, del "maggior incremento per la sanità dal 2010".  oltre all'aumento di 2 miliardi per il Fondo, altro punto di rilievo per la Sanità nella manovra è l'aumento delle risorse per l'edilizia sanitaria e l'ammodernamento tecnologico, con altri 2 miliardi (extra Fondo) nei prossimi anni.  Ma il cavallo di battaglia per il ministro Speranza è stato l'eliminazione del superticket, la tassa di 10 euro che i cittadini pagano per visite specialistiche ed esami. Rappresenta un'entrata per le casse statali pari a circa 414 milioni di euro nel 2016, secondo gli ultimi dati della Corte dei Conti, ma la situazione è estremamente eterogenea e varia da Regione a Regione. In alcune, infatti, il superticket è applicato per intero, 10 euro, o in maniera ridotta, 3 euro. In altre è invece previsto in maniera proporzionale al valore della ricetta oppure proporzionalmente al reddito. A non prevedere un superticket sono solo Basilicata, Sardegna, Valle d'Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano (la legge che lo ha istituito nel 2011 non prevede infatti che sia obbligatorio e si sottolinea che le Regioni sono libere di deciderne le modalità applicative).

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La 'svolta' è prevista da settembre 2020: "Dal primo settembre - ha annunciato Speranza - il superticket non sarà più pagato da alcuno nel nostro Paese. Si elimina così una discriminazione ed una 'diga' all'accesso al Servizio sanitario nazionale".  Infatti, l'impossibilità di accedere al Servizio sanitario per i cittadini, ha commentato, è "una sconfitta dello Stato. Al contrario, la scelta fatta dal Consiglio dei ministri è una vittoria per lo Stato, nel nome dell'articolo 32 della Costituzione".  Il superticket, ha ricordato, "è una tassa di 10 euro che esiste in quasi tutte le regioni e noi ci facciamo carico di abolirla. Non esisterà più. Abolire tale tassa avrà un costo di 550 milioni ed è un fatto sociale che avrà ripercussioni sulla vita delle persone". Le risorse necessarie sono però "già in bilancio" fino al dicembre 2020 e "anche per le annualità successive", ha assicurato Speranza. Inoltre, nel decreto fiscale che nei prossimi giorni dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri è previsto lo slittamento del Patto per la Salute tra Governo e Regioni al 31 dicembre.  Nell'ambito del Patto per la salute si affronteranno le questioni cruciali per il futuro del Servizio sanitario, a partire dal problema della carenza dei medici.

Sanità pubblica
Commenti
FC
Franco Di Ceglie
IL super-ticket abolito è un (10 euro)contentino, mentre il vero imbroglio può nascere con tangenti politiche per appalti di ammodernamento Edilizio e delle Strutture.
Rispondi
17/10/2019 12:35

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