
Pronta una guida per l'uso sicuro. Meno 30% le vendite, secondo l'esperto c'è una percezione distorta, no al fai da te
I casi di polmonite da svapo verificatisi negli Stati Uniti si sono abbattuti sul mercato italiano delle sigarette elettroniche, segnando un crollo del -30% delle vendite negli ultimi due mesi. Intanto dal mondo scientifico arriva un freno agli allarmismi e il vademecum per un uso corretto delle e-cig: niente mix di aromi fai da te, rifornirsi solo da rivenditori ufficiali e fare attenzione anche ai pezzi di ricambio dei dispositivi. Risale ad agosto la notizia del primo caso di grave malattia respiratoria collegata alle sigarette elettroniche negli Stati Uniti.
Da allora i casi sono hanno superato i 2000 e 40 sono stati i decessi, mentre un utilizzatore di e-cig di soli 17 anni è stato il primo statunitense a subire, pochi giorni fa, un delicatissimo trapianto doppio di polmoni. In Italia non si segnalano episodi, ma, a seguito del clamore mediatico, "il periodo settembre-ottobre - spiega Umberto Roccatti, presidente dell'Associazione Nazionale Produttori di Fumo Elettronico (Anafe Confindustria) - ha registrato un calo del -30% del mercato dei prodotti per fumo alternativi, rispetto a luglio-agosto.
Negli ultimi mesi, conferma Umberto Tirelli, oncologo del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, "si è generata una percezione distorta, che ha fatto leva su un allarmismo ingiustificato e che non trova riscontro nei dati scientifici". Numerosi studi hanno confermato che svapare ha il 95% di tossicità in meno rispetto a fumare tabacco. Anche le e-cig, però, non sono senza rischi. "Nei vapori sono state trovate tracce di cancerogeni come la formaldeide e due aromi dei 7.700 presenti in commercio sono attenzionati, vaniglia e cannella", precisa Fabio Beatrice, responsabile del Centro Antifumo dell'ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Tuttavia, a creare il danno, "è soprattutto l'utilizzo sbagliato". Il primo consiglio, prosegue il past president della Società Italiana di Tabaccologia, "è utilizzare device e liquidi a norma CE e rifornirsi solo in negozi autorizzati: no all'acquisto tramite dark web o canali online non certificati".
In secondo luogo, no al fai da te e ai liquidi fatti in casa. "Nei sistemi aperti bisogna evitare di aggiungere mix fatti in casa. Proprio a questi sono dovute le polmoniti da svapo negli Usa, dove, per esaltare il sapore della marijuana veniva aggiunta vitamina E acetata". Infine, "utilizzare solo pezzi di ricambio del produttore ufficiale: anche bocchini, filtri, atomizzatori e serbatoi possono presentare tracce di tossicità, dovuta alla dispersione di metalli con i quali sono realizzati". Per tutti, conclude l'esperto, resta valido il consiglio di "non iniziare a utilizzare e-cig se non si è fumatori".
Oltre il 77% dei ricoverati ha più di 70 anni e quasi la metà dei reparti è in overbooking. Per gli internisti il problema non è emergenziale ma legato a organizzazione e territorio.
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