
Al 42° Congresso SIMG l’allarme dei medici di famiglia: “BPCO e asma cronica restano sottostimate, servono diagnosi precoci e meno burocrazia per garantire cure efficaci”.
“Serve investire sulla prossimità, semplificare i percorsi clinici, rafforzare la dotazione diagnostica negli studi dei medici di famiglia e valorizzare appieno le loro competenze. Solo così otterremo diagnosi precoci e terapie tempestive, appropriate e personalizzate”, afferma Alessandro Rossi, Presidente SIMG, aprendo il 42° Congresso Nazionale della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie.
BPCO: una malattia diffusa, debilitante e ancora troppo invisibile
La SIMG accende i riflettori sulla crescita delle patologie respiratorie croniche – in particolare BPCO e asma cronica – tra le più impattanti per morbilità e consumo di risorse sanitarie, ma ancora enormemente sottostimate.
Secondo gli ultimi dati ISTAT, la BPCO colpisce il 5,6% della popolazione adulta, circa 3,5 milioni di italiani, e rappresenta oltre il 55% dei decessi legati alle malattie respiratorie. Un quadro preoccupante, aggravato dal “sommerso”: diagnosi spesso tardive, pazienti che arrivano all’attenzione del medico quando la malattia è già avanzata, mentre i sintomi iniziali – tosse persistente, fiato corto, espettorazione cronica – passano inosservati.
“È proprio il sommerso che deve interrogarci”, avverte Andrea Zanché, responsabile SIMG dell’Area Cronicità. “Riconoscere presto i segnali può cambiare la storia clinica della malattia, rallentarne l’evoluzione e migliorare la qualità di vita.”
Il ruolo del medico di famiglia: primo osservatorio e fulcro della diagnosi precoce
La medicina generale rappresenta un presidio cruciale: continuità assistenziale, conoscenza approfondita del paziente e capacità di integrare la gestione respiratoria con le altre comorbidità. A questo si affianca la prevenzione, con il valore strategico delle vaccinazioni contro influenza, pneumococco, Herpes Zoster e COVID-19, fondamentali per ridurre complicanze e ricoveri.
“Attraverso ricerca attiva, anamnesi strutturata e strumenti semplici di screening, il medico di famiglia può identificare precocemente i pazienti a rischio”, prosegue Zanché.
La chiave resta la spirometria, esame essenziale e non invasivo, che la SIMG chiede sia più diffusamente disponibile negli studi dei medici di famiglia per avviare da subito terapie mirate e prevenire riacutizzazioni e ospedalizzazioni.
“Troppe barriere prescrittive”: l’appello SIMG sulle terapie inalatorie
La Società denuncia inoltre le limitazioni burocratiche regionali che rallentano l’accesso alle terapie inalatorie per BPCO e asma cronica, nonostante la loro efficacia documentata fin dalle fasi iniziali della malattia.
“Un eccesso di burocrazia rischia di ritardare cure che devono essere immediate”, osserva Rossi. “Il medico di famiglia deve poter gestire pienamente la terapia, in collaborazione con gli pneumologi, per evitare disuguaglianze nell’accesso e migliorare l’aderenza terapeutica. Serve un modello territoriale integrato, multiprofessionale e proattivo.”
Per la SIMG la strada è chiara: investire sulla prossimità, semplificare i percorsi clinici, potenziare la diagnostica sul territorio e valorizzare le competenze dei medici di famiglia. Un cambio di passo che consentirebbe diagnosi più rapide e trattamenti personalizzati.
Quattromila medici a Firenze per ripensare la medicina del futuro
La gestione delle malattie respiratorie è uno dei temi centrali del 42° Congresso SIMG, in corso alla Fortezza da Basso fino al 29 novembre, con oltre 4.000 medici di famiglia riuniti. Oltre alle sessioni scientifiche, la manifestazione ospita incontri con istituzioni e associazioni di pazienti – tra cui AMICI, APMARR e APIC – e un ampio programma formativo: SIMG Academy, SIMG Lab Village, “SIMG discute di…”, Case Lab.
A dare voce agli approfondimenti, alle testimonianze e ai temi di salute pubblica è “Radio Med Live”, la radio ufficiale dell’evento, in diretta ogni giorno anche sui social e in streaming audio e video.
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