
Il dato nazionale è intorno al 30%, in Sicilia siamo al 20%, contro l'oltre 50% del dato medio Continentale
"In Italia l'utilizzo del farmaco equivalente è ben al di sotto degli standard europei. Il dato nazionale è intorno al 30%, in Sicilia siamo al 20%, contro l'oltre 50% del dato medio Continentale". Umberto Comberiati, Senior Director Business Unit Generics, Otc e Portofolio di Teva Italia, delinea così lo scenario riguardante i farmaci equivalenti in Italia e in Sicilia, al centro dei lavori di un convegno nella sede di Federfarma di Catania. Un quadro in evoluzione che coinvolge figure professionali diverse come medici e farmacisti, fondamentali per sviluppare un percorso di crescita che riguardi l'Italia e in particolare la Sicilia.
Il sottosegretario alla Salute indica la tabella di marcia della riforma. Al centro accesso ai farmaci e riduzione della dipendenza da Cina e India per i principi attivi
Negli Usa il segretario alla Salute punta a ridurre il ricorso agli antidepressivi. Ma il disagio psichico cresce in tutto l’Occidente e spinge anche i sistemi europei verso nuovi modelli di presa in carico
Al Tavolo tecnico nessuna criticità rilevante nelle forniture. Restano pressioni sui costi e il tema delle regole per garantire continuità ai pazienti
Approvata la rimborsabilità di quattro nuovi medicinali, oltre a nuove indicazioni e farmaci equivalenti. Rafforzata l’offerta terapeutica in ambiti ad alta complessità
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Segnalati numerosi casi di assunzione eccessiva tra i giovani. L’agenzia invita a non sottovalutare un farmaco di uso comune, evidenziando le possibili conseguenze gravi sul fegato e la necessità di un’adeguata educazione all’uso dei medicinali
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