
Il dato nazionale è intorno al 30%, in Sicilia siamo al 20%, contro l'oltre 50% del dato medio Continentale
"In Italia l'utilizzo del farmaco equivalente è ben al di sotto degli standard europei. Il dato nazionale è intorno al 30%, in Sicilia siamo al 20%, contro l'oltre 50% del dato medio Continentale". Umberto Comberiati, Senior Director Business Unit Generics, Otc e Portofolio di Teva Italia, delinea così lo scenario riguardante i farmaci equivalenti in Italia e in Sicilia, al centro dei lavori di un convegno nella sede di Federfarma di Catania. Un quadro in evoluzione che coinvolge figure professionali diverse come medici e farmacisti, fondamentali per sviluppare un percorso di crescita che riguardi l'Italia e in particolare la Sicilia.
Rapporto PGEU: nel 70% degli Stati Ue la situazione non migliora e nell’11% mancano oltre mille farmaci. In Italia carenze in crescita del 4,8% in un anno.
Lucia Aleotti interviene sul Testo Unico della legislazione farmaceutica: accesso uniforme, meno burocrazia e maggiore autonomia europea sui principi attivi.
Presentati da Johnson & Johnson in occasione della Digestive Disease Week di Washington i risultati dei tre studi registrativi sul trattamento di colite ulcerosa e malattia di Crohn
Uno studio rivela alti tassi di interruzione precoce tra gli adulti senza diabete
Il parallel trade consente di importare medicinali da Paesi UE dove costano meno. In Italia il fenomeno resta limitato rispetto ad altri mercati europei.
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Dopo Farmindustria, anche le aziende dei farmaci fuori brevetto intervengono sui trend della spesa. “Equivalenti e biosimilari essenziali per la sostenibilità del Ssn”.
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