
Studio, insieme con le statine diminuirebbe del 24% rischi infarto
Uno speciale composto di livello farmacologico di olio di pesce - contenente i grassi omega3 in forma purificata e concentrata - usato insieme alle statine, ha mostrato in un recente studio la diminuzione dei rischi di attacchi di cuore, infarti ed altri eventi avversi fino al 24% in un vasto gruppo di cardiopatici. Ora, sulla base di questi risultati, il comitato di esperti della Food and drug administration (Fda) ne ha raccomandato un utilizzo a vasto raggio. Ossia su diversi tipi di malati.
Il prodotto in questione e' a base di 'etile di icosapent': sinora il farmaco della azienda irlandese Vamarin era approvato per l'uso su un ristretto gruppo di pazienti con livelli molto alti di trigliceridi.
fonte: New England Journal of Medicine
Lo rivelano i risultati dello studio Pursuit: con un farmaco sperimentale in aggiunta allo standard di cura l’84% dei pazienti raggiunge l’obiettivo
Progetto europeo finanziato da EU4Health. Con Resil-Card ospedali e servizi possono valutare la tenuta dei percorsi cardiologici in situazioni di crisi.
Ma la figura a pera con adipe a fianchi e cosce lo protegge
Uno studio londinese, realizzato sui dati di 21.241 persone, ha calcolato l’incidenza della sostanza che si accumula attorno agli organi nell'invecchiamento del cuore
L’impatto epidemiologico resta elevato nonostante i progressi terapeutici e preventivi.
Lo rivelano i risultati dello studio Pursuit: con un farmaco sperimentale in aggiunta allo standard di cura l’84% dei pazienti raggiunge l’obiettivo
Commenti