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Speranza: il mio piano contro le carenze dei medici

"Presto sarà approvato anche il nuovo Patto per la Salute". Rivedremo la normativa sui piani di rientro
Sanità pubblica

"Il Servizio Sanitario Nazionale ha significative carenze di personale su tutto il territorio nazionale, e ritengo il modello attuale di programmazione della spesa con silos e tetti rigidi non adeguato alle sfide attuali". Lo ha affermato il ministro della Salute Roberto Speranza durante un'audizione alle commissioni riunite Affari Sociali e Sanità

. "La carenza di medici specialisti - ha aggiunto - dipende anche dalla distribuzione per età dei dirigenti medici, il 28% ha tra 60 e 67 anni. Il decreto legge 'Calabria' ha introdotto disposizioni per assumere il prima possibile gli specializzandi prossimi al titolo, e stiamo valutando come integrare meglio la formazione specialistica e l'inserimento nelle strutture sanitarie. Il tetto di spesa fissato per l'assunzione del personale non può ritenersi sufficiente a soddisfare il fabbisogno. La mia idea è che un modello con silos e tetti non è adeguato al tempo presente".

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Il ministero, ha sottolineato Speranza, sta lavorando anche ad un cambiamento del corso di specializzazione per i medici di medicina generale. "Sono consapevole del ruolo sempre più centrale nel governo della domanda di salute dei medici di base, e si rende necessario un percorso di revisione del corso di formazione specialistica, con il coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti. Un confronto con le principali associazioni è già stato avviato".

In questo ampio discorso rientra anche il Patto per la Salute: "Stiamo accelerando per approvare il nuovo Patto per la salute nel più breve tempo possibile", ha precisato il Ministro. Il Patto per la salute, ha spiegato Speranza, "è il documento fondamentale con cui le Regioni e lo Stato costruiscono la programmazione per 3 anni di vita del Servizio sanitario nazionale. Da quando sono diventato ministro sto provando ad accelerare questo percorso", tenuto conto che la stipula del nuovo Patto era fissata al 31 marzo scorso.

"Dobbiamo però poter rivendicare, Parlamento e governo insieme - ha sottolineato il ministro - che si è di fronte ad un investimento significativo: nella legge di Bilancio si mettono 2 miliardi di euro per il 2020 e 1,5 miliardi per il 2021. Si chiude cioè la stagione dei tagli". L'impegno è stato quindi mantenuto, ha rimarcato il ministro: "Nel Documento economico finanziario Def si è detto 2 miliardi in più e nella manovra ci sono effettivamente 2 miliardi in più con un atteggiamento di rigore. A questo si aggiungono anche 2 miliardi per l'edilizia sanitaria e 550 milioni per l'abolizione del super ticket dal primo settembre. C'è stato - ha concluso - un investimento robusto e significativo".

E un ampio capitolo lo dedica anche alla riforma della normativa sui piani di rientro e sul sistema di riparto del Fondo Sanitario Nazionale tra le Regioni. "Stiamo rivedendo la normativa sui piani di rientro - ha sottolineato Speranza -. La governance ha prodotto risultati importanti per la spesa, ma non altrettanto positivi per l'erogazione dei Lea, stiamo lavorando per ammodernare la normativa privilegiando l'affiancamento e l'intervento selettivo in accordo con le Regioni. Sarà oggetto di approfondimenti il tema della mobilità sanitaria e i costi connessi".

Per quanto riguarda i criteri del riparto, ha aggiunto Speranza, serve una modifica profonda. "Il sistema di finanziamento annuale prevede il riparto secondo la 'quota capitaria pesata', ma non è sufficientemente equo per ripartire le risorse. Rivedere il sistema di allocazione richiede inevitabilmente un'elaborazione di una complessa mole di dati centrata sull'individuo al fine di calcolare un fabbisogno regionale collegato alle effettive esigenze della popolazione".

Sanità pubblica
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