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L'Inps dal 2020 assumerà 820 medici l'anno

Sanità pubblica Redazione DottNet | 16/12/2019 20:35

Fnomceo: apprezzamento per il contenuto della proposta normativa a prima firma Nocerino

Dal 2020 l'Inps potrà assumere 820 medici all'anno. Non solo dal prossimo anno l'Istituto di previdenza potrà contare su 7,2 milioni di euro all'anno in più per 3 anni. Lo prevede un emendamento, a firma della senatrice del M5S Simona Nocerino, componente della commissione Lavoro di Palazzo Madama, approvato in Commissione e recepito nel maxiemendamento alla Legge di Bilancio, votata poi al Senato. "La misura - dice Nocerino, dopo il voto di fiducia del Ddl di Bilancio al Senato - consente all'Inps di stipulare convenzioni per incarichi di 35 ore settimanali. In questo modo diamo la possibilità all'Istituto di assolvere le competenze medico legali ad esso attribuite, con particolare riguardo a quelle di invalidità civile. Per consentire all'Ente di assumere nuovo personale medico vengono stanziati 7,2 milioni di euro all'anno per 3 anni a partire dal 2020". "Questa misura, che ho voluto fortemente - conclude Nocerino - punta anche ad accelerare gli iter burocratici per l'erogazione delle prestazioni assistenziali e previdenziali".

La Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo) esprime il apprezzamento per il contenuto della proposta normativa a prima firma Nocerino, accolta dalla Commissione Bilancio del Senato, che dà il via libera ad un percorso di stabilizzazione per i medici che, da un decennio, operano in INPS con contratti precari e "in assenza di qualsivoglia tutela". Lo afferma Guido Marinoni, referente del Comitato Centrale della Fnomceo per la Medicina Fiscale, che si riferisce a un emendamento alla Manovra che autorizza l'Ente previdenziale a stipulare convenzioni con le Organizzazioni sindacali dei Medici fiscali, per il conferimento di incarichi relativi alla Medicina Legale e all'accertamento dell'invalidità civile. Le convenzioni dovranno essere stipulate sulla base di un Atto di indirizzo, che prevede l'interpello anche della Fnomceo, volto ad assicurare le necessarie tutele normative e previdenziali al pari di quelle presenti nel Servizio Sanitario Nazionale.  

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  "Le delicate funzioni di accertamento svolte da questi professionisti, inerenti il welfare sociale, con movimentazioni di risorse economiche, quantificabili, tra assistenza e previdenza, in circa 50 miliardi annui - spiega infatti Marinoni - non possono più essere svolte sulla base di contratti precari e non tutelanti, ma necessitano di un rapporto di lavoro fidelizzante con l'Ente e che eviti, nel contempo, la continua dissipazione delle migliori risorse professionali". Secondo Gianluigi Spata, che con Marinoni è referente Fnomceo per la Medicina Fiscale, "oggi, finalmente, osserviamo un'azione di Governo concreta e adeguata alla situazione descritta, basata su principi di equità normativa e retributiva rispetto agli altri medici che operano nell'Istituto".

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