Contratto medici: tutti gli aumenti voce per voce

Professione | Redazione DottNet | 19/12/2019 16:26

Ripartono le carriere, investimento sui giovani. Tutelate le donne medico

I sindacati dei medici, veterinari e dirigenti sanitari del Servizio sanitario nazionale (Ssn) hanno firmato, senza eccezioni, il Contratto della dirigenza medica e sanitaria 2016-2018 (clicca qui per scaricare il documento integrale). Confermato l'aumento pari a 200 euro lordi al mese, da gennaio 2020, per i 130mila professionisti del Ssn.     La firma è avvenuta all'Aran. È "un contratto di ripartenza, che finalmente chiude una fase buia lunga 10 anni che ha determinato ripercussioni negative sulle condizioni di lavoro dei medici", afferma il segretario dell'Anaao-Assomed Carlo Palermo. Ora, sottolinea Palermo, "possiamo guardare in avanti, al contratto 2019-2021 e auspichiamo di aprire le trattative del triennio in tempi rapidi".

Questi i punti centrali del contratti:

- TRATTAMENTO ECONOMICO: per la parte economica il contratto riconosce incrementi a regime del 3,48%, corrispondenti ad un beneficio medio complessivo di poco più di 190 Euro/mese (lordi), distribuito in modo equilibrato per la rivalutazione della parte fissa della retribuzione e delle risorse utilizzate in sede locale per la remunerazione delle condizioni di lavoro, dei risultati raggiunti e degli incarichi dirigenziali. Aumentate di circa 2000 euro tutte le parti fisse della retribuzione di posizione: sopra i 5 anni di anzianità sale da 3600 euro annui lordi ad un minimo di 5500 euro fino a 12500 euro per le carriere professionali.

- INVESTIMENTO SUI GIOVANI: per i neo-assunti è prevista una quota iniziale di stipendio di posizione fissa di 1500 euro, inoltre, come tutti gli altri Colleghi, godranno dell'incremento annuale del tabellare valutabile in 1950€ e potranno accedere all'incremento relativo alla remunerazione delle guardie notturne e festive che potrà arrivare fino di circa 2.000€ l'anno, incrementabile in base alla trattativa decentrata.

- RIPARTE LA CARRIERA PER TUTTI - Una delle principali novità riguarda la carriera con la possibilità di nuovi ruoli e percorsi sulla base della professionalità e della competenza acquisita, per un totale di 9mila nuove posizioni. È prevista la creazione di un sistema dinamico di carriera che lega i meriti professionali a riconoscimenti economici, finora esclusivi delle carriere gestionali.  I medici e dirigenti con più di 5 anni di anzianità avranno la certezza di avere un incarico. Chiarito l’obbligo delle aziende di dare un incarico retribuito a tutti, anche a coloro che hanno lavorato a tempo determinato, con o senza soluzione di continuità. Per l'anzianità di servizio valgono anche gli anni svolti a tempo determinato continuativi e finalmente anche non continuativi e per tutto il lavoro svolto per strutture sanitarie pubbliche della comunità europea.
 
- GUARDIA NOTTURNA - 100 euro per tutti, 120 euro per chi lavora in pronto soccorso. Inserita la possibilità per le Aziende di esonerare dalle guardie chi ha più di 62 anni.
 
- MATERNITA' - È stata eliminata la discriminazione per le dottoresse in gravidanza per cui la retribuzione di risultato veniva decurtata. Inseriti anche elementi di welfare aziendale per i problemi di salute in famiglia la cui ricadute assistenziali di solito sono in carico alle donne. Inoltre, il tempo parziale potrà essere incrementato dal 3% al 7%. Inserita anche una norma sulle ferie per chi ha figli in età scolastica: sarà possibile farle coincidere con la pausa estiva dei loro bambini. Salario intero, compreso il trattamento accessorio, per il congedo di maternità e di paternità. Monte ore annue di 18 ore per assenze per visite, terapie e prestazioni specialistiche senza decurtazioni stipendiali. Ulteriore monte ore di 18 ore annue per assenze per particolari motivi personali e familiari retribuite. Ferie estive garantite (15 giorni) nel periodo 15 giugno–15 settembre per i dipendenti con figli nella scuola dell’obbligo.
 
 - FONDI CONTRATTUALI - Prevista la ridefinizione strutturale del sistema dei fondi riducendoli a tre e semplificandone le modalità di costituzione ed utilizzo.

Il commento del Ministro Speranza

«I nostri medici sono una risorsa preziosa per il Paese. Oggi finalmente è stato firmato, dopo oltre un decennio, il rinnovo del contratto ed è una bella notizia. Si riparte con gli aumenti salariali, con la valorizzazione della carriera, con le tutele ai più giovani e alle donne, e con il sostegno per le situazioni di disagio». Lo sottolinea il ministro della Salute, Roberto Speranza commentando la firma dei sindacati in sede Aran del rinnovo contrattuale dei medici Ssn.

«Si è andati a migliorare, in alcuni casi a raddoppiare, le indennità per i medici che fanno le guardie notturne e festive e che lavorano nei pronto soccorso. Poi ci sono gli aumenti del tabellare, gli arretrati contrattuali, l’aumento della posizione fissa e molto altro ancora. Ora i giovani medici precari possono cumulare i periodi di lavoro diversi e ottenere dopo 5 anni il primo scatto di 5500 euro all’anno. E per i medici più anziani c’è la possibilità di essere esonerati dalle guardie» prosegue il Ministro.

«C’è ancora tanto da fare, ma con le risorse per il personale e le nuove assunzioni che abbiamo sbloccato in questi giorni abbiamo dato risposte concrete per migliorare la situazione nelle corsie. Va superato il ricorso ai turni massacranti per garantire a tutti i medici l’effettivo riposo di 11 ore tra un turno e l’altro, va affrontato il nodo della RIA (retribuzione individuale di anzianità) e va approvata la legge contro le aggressioni al personale sanitario. Lo faremo tutti insieme per valorizzare e difendere il nostro SSN e la salute di tutti» conclude Speranza.

Cgil, adesso le assunzioni

Un "grande risultato, ma ora al lavoro per il prossimo e assunzioni'". Così il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, commenta la firma del contratto della dirigenza medica e sanitaria. "Sottoscritto oggi definitivamente - afferma Filippi in una nota - il nuovo contratto nazionale dei circa 130 mila medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Dopo l'intesa raggiunta il 24 luglio, le consultazioni e il via libera definitivo da parte del Consiglio dei ministri dello scorso 21 novembre, oggi sindacati e Aran hanno firmato in via definitiva il contratto. Dopo 10 anni di attesa e molte difficoltà nella contrattazione siamo riusciti a restituire un contratto a 130 mila professionisti che, con le poche risorse disponibili, ristruttura tutto il sistema degli incarichi, coniugando il riconoscimento delle carriere professionali all'offerta di salute per la cittadinanza". Per Filippi, "ora sono fondamentali le risorse per il prossimo contratto, relativo al triennio 19/21, in discussione nella legge di Bilancio, ma soprattutto è indispensabile quel piano di assunzioni straordinario che la Cgil richiede da mesi, necessario per salvare i servizi sanitari". Le soluzioni trovate nel Patto della salute appena sottoscritto, conclude, "non sono sufficienti a colmare la grave emorragia di personale che abbiamo subito in questi anni".

Cimo, accordo iniquo: costretti a firmare

"Costretti a firmare un contratto iniquo, saremo sentinelle azienda per azienda". E' la posizione della Federazione Cimo-Fesmed rispetto alla sigla all'Aran dell'atto conclusivo di accordo sul contratto dell'Area Sanità, mettendo a verbale una dichiarazione che, rileva, "non fa sconti e anticipa future azioni di contestazione su un testo giudicato peggiorativo per la dignità e la qualità lavorativa dei medici e la cui attuazione concreta mette a rischio il livello dei servizi pubblici per la salute dei cittadini". In particolare, la Federazione preannuncia ricorsi e cause sul tema della retribuzione individuale di anzianità (Ria), sull'orario di lavoro, sulle condizioni vincolanti alla scelta di un legale e sui diritti dei medici in extramoenia. "Fa molta rabbia essere costretti a firmare un contratto di lavoro atteso da oltre dieci anni con incrementi economici del tutto marginali ma, soprattutto, con una normativa che penalizza fortemente i medici che lavorano nel SSN pubblico", spiega Guido Quici, presidente della Federazione Cimo-Fesmed. "Abbiamo più volte denunciato come questo testo, proposto da Aran e Regioni, non faccia che peggiorare la tutela legale, l'orario di lavoro, la progressione di carriera unica per tutta la dirigenza senza fondi e senza regole certe, la perdita di alcuni diritti a favore dei portatori di handicap, e anche le prerogative sindacali, che vengono fortemente svilite e depotenziate". "L'esclusione dai tavoli aziendali e regionali - spiega inoltre il sindacato in una nota - ci costringe oggi ad una firma 'tattica' e di valore tecnico, proprio per non essere esclusi dalla trattativa decentrata e per consentirci di vigilare affinché l'applicazione non sia ulteriormente peggiorativa rispetto al nuovo testo e alle nuove condizioni".

Cisl medici, aprire la stagione dei rinnovi contrattuali

“Da oggi il contratto è immediatamente esigibile e tutte le novità sono operative. Innanzitutto per la parte economica consistente nei 190 euro lordi, i 100 euro a notte per la guardia notturna e i 120 euro di guardia notturna in Pronto Soccorso. Poi gli attesi arretrati che verranno calcolati da gennaio 2018.  Altra innovazione fortemente voluta dalla Cisl Medici, i 1500 euro annuali di posizione fissa per i neo assunti.  Ci si augura che questo sia da considerare come un inizio, per aprire la stagione di rinnovi contrattuali 2019/2021”. È quanto scrive la Cisl Medici in una nota. A tal proposito, il Segretario Generale della Cisl Medici Biagio Papotto si é espresso in tal modo: "Siamo lieti di dare il benvenuto al nuovo Presidente dell'Aran, Dott. Naddeo al quale chiediamo di avere la stessa cura e celerità nell'impegno sul contratto 2019/2021". 

Fassid, applicazione del contratto in periferia

“Oggi ci accingiamo a firmare il CCNL 2016-2018. Dopo una traversata nel deserto durata dieci anni ed un faticoso tira e molla iniziato il  23 ottobre 2017  con l’Atto di Indirizzo della Conferenza Stato Regioni,  siamo arrivati alla conclusione  della prima tappa di un percorso che comprende aggiornamenti normativi, riconoscimento del lavoro atipico, defiscalizzazione, adeguamento degli organici. Ma occorre ripartire subito con la trattativa senza attendere oltre. La Conferenza Stato Regioni deve inviare il nuovo atto di indirizzo e noi risederci al tavolo senza perdere tutto il tempo che si è voluto far trascorrere in passato. Il 3,48% può essere una base economica, gli adeguamenti normativi ed il ristoro del disagio anche grazie alla defiscalizzazione pure. La difesa della dirigenza medica e sanitaria, il riconoscimento delle sue giuste prerogative, non portato a termine da questo contratto, sono baluardo del SSN sotto attacco. Chi dice di volerlo difendere fa invece accordi sindacali di assistenza integrativa che di fatto lo smantellano. Ma se spendiamo meno della media ed abbiamo il miglior SSN sarà un caso o sarà perché tanta gente per bene si sacrifica quotidianamente? Avanti ora con l’applicazione del contratto in periferia e con la nuova trattativa”. La riflessione di Corrado Bibbolino, Coordinatore Nazionale Fassid, prima della riunione in ARAN per la sottoscrizione definitiva del CCNL Sanità.

Aaroi-Emac, subito il confronto per il contratto 2019/2021

"La firma definitiva del CCNL 2016-2018 mette la parola fine al blocco contrattuale decennale che ha duramente colpito i Medici Ospedalieri – afferma Alessandro Vergallo, Presidente Nazionale AAROI-EMAC -. Con questo non facile rinnovo riteniamo di aver ottenuto tutto ciò che era possibile ottenere in questi tempi difficili, a cui hanno condotto visioni politiche incredibilmente trasversali, sia nazionali sia regionali, iniziate almeno da altrettanti anni, tutte ispirate da un progressivo svuotamento del valore sia economico sia normativo degli accordi pattizi nel pubblico impiego, specie nel SSN, e con una particolare penalizzazione a danno dei medici. Oggi, di fatto, finalmente, abbiamo firmato un contratto già scaduto da un anno, ma proprio per non sminuirne l’importanza che esso assume in prospettiva, possiamo e dobbiamo guardare oltre, chiedendo che si inizi subito il confronto per il CCNL 2019-2021, affinché – sottolinea Vergallo – anche la lunga stagione dell’assenza di pianificazione, dei tagli alla sanità a scapito del personale e dei pazienti ceda il passo ad una visione diametralmente opposta, in cui la sanità sia finalmente considerata un investimento invece che un costo, e per la quale i medici siano trattati come una risorsa, e non come un bancomat a cui attingere, come accaduto in questi dieci anni. Ci auguriamo, quindi, che le recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio, il quale ha parlato di 10miliardi di investimenti nella sanità entro il 2023, non rimangano uno slogan, ma diventino una realtà, anche attraverso una riprogrammazione seria dei fabbisogni di personale medico ospedaliero”.

 

 

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