Ragazzi sequestrano operatori e ambulanza a Napoli

Professione | Redazione DottNet | 06/01/2020 19:47

Fnomceo, Polizia nei Pronto soccorso e guardie sulle ambulanze. Anelli: "Questa è diventata una vera emergenza e lo Stato deve trovare le risorse economiche per attuare una risposta forte"

Rabbia e sconforto serpeggiano tra gli operatori sanitari a Napoli dopo l'ennesimo episodio di violenza: "I colleghi hanno paura di andare a lavorare" dice all'ANSA il dottor Manuel Ruggiero, presidente di 'Nessuno tocchi Ippocrate', che ha denunciato il sequestro ieri pomeriggio di un'ambulanza e del personale all'ospedale Loreto Mare da parte di un gruppo di ragazzi per costringere gli operatori a soccorrere un 16enne con una distorsione al ginocchio a poche centinaia di metri dal nosocomio. "Esercito? Certo, laddove nei Pronto soccorso non fosse possibile avere la Polizia, unità dell'Esercito potrebbero essere utili per arginare la violenza crescente contro il personale sanitario. É emergenza ormai" spiega ancora il medico del '118'.

C'è chi parla di 'guerra' in corso (come il dg della Asl Napoli 1 Centro, Ciro Verdoliva, che accelera, ulteriormente, per le telecamere a bordo delle ambulanze e sulle divise del personale e chiede che il Governo si impegni per le proposte di legge 'impantanate'), e chi preferisce non utilizzare questo termine (come il sindaco Luigi de Magistris che, tuttavia, insiste sulla necessità di "mettere il servizio del 118 nelle condizioni di lavorare in tranquillità"), ma è certo che l'escalation di violenza ha segnato ieri un ulteriore, grave, episodio. Non nuovo, in verità, casi simili erano già avvenuti, ricordano con amarezza gli operatori, ma le aggressioni a Napoli nel 2020 - una al giorno, dal primo al 5 gennaio - fanno riflettere. Ecco il titolo del post di 'Nessuno tocchi Ippocrate': "L'ambulanza me la vado a prendere io...". "La postazione 118 della Stazione Centrale - si legge - si trovava al Loreto mare per un intervento, improvvisamente nel pronto soccorso entra un gruppo di ragazzi che prende di forza l'equipaggio e lo costringe a salire in ambulanza. Con 3 di questi individui a bordo (e sotto minaccia) l'equipaggio si dirige verso la zona delle 'Case nuove" retrostante al Loreto. Il mezzo giunge sul posto e da subito viene circondato da una orda di astanti inferociti che incominciano a ricoprire d'insulti i sanitari".

Pensando al peggio "il medico si fa largo tra la folla e, con stupore, trova un 16enne con distorsione al ginocchio. Con difficoltà il medico valuta la situazione che si presenta di lieve entità. Nonostante ciò l'equipaggio viene intimato, con minacce, a portarlo in ospedale".  Una vicenda che induce il dottor Ruggiero a chiedere il ripristino dei presidi di Polizia nei Pronti soccorso, il riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale al personale sanitario in servizio nel 118 e negli ospedali, l'installazione di telecamere sia a bordo delle ambulanze sia sulla divisa. Occorrono indagini rapide e pene certe" afferma Paolo Monorchio, presidente della Croce Rossa di Napoli.  Una situazione che presenta diverse chiavi di lettura. Come quella di Giuseppe Galano, direttore del 118, il quale parla di "una aggressione del tutto gratuita, frutto di emulazione negativa e cattiva", e avverte: "Non serve fare allarmismi, porta all'emulazione cattiva ed è pericoloso".

Le reazioni

Nessuno stupore, ma sgomento per il sequestro di una ambulanza con tutto il personale di turno.  All'ospedale Loreto Mare di Napoli, il giorno dopo il sequestro di una ambulanza da parte di un gruppo di persone, nessuno si meraviglia dell'accaduto, ma c'è preoccupazione. "Siamo arrivati a un punto di non ritorno - racconta una dottoressa - cos'altro deve succedere? Veniamo a lavorare e non sappiamo mai cosa potrà accadere". I problemi maggiori derivano proprio dagli accessi al Pronto soccorso. "I parenti dei pazienti - afferma - si fanno prendere dal panico, dalla preoccupazione di non ricevere cure adeguate, la paura di una diagnosi sbagliata o tardiva. E così partono le minacce, come se quello fosse il loro unico modo non solo di esprimersi, attraverso un linguaggio di violenza, ma anche per ottenere ciò che vogliono".   La presenza di un presidio di polizia sarebbe, secondo chi lavora quotidianamente al Loreto mare, un aiuto non da poco. 

  "Non credo - ragiona un infermiere - che qualcuno oserebbe minacciare un medico, un infermiere, chiunque, insomma se ci fosse un poliziotto pronto a intervenire". La presenza delle guardie giurate può essere un buon deterrente, "ma di fronte a scene come quella che si è vissuta qui ieri serve molto di più".   "Ne vediamo tante - dice uno dei barellieri del PS - i casi peggiori sono quelli in cui i familiari dei pazienti ricorrono alle minacce e poi alla violenza contro i medici di turno, contro gli infermieri, contro di noi". Ieri non era di turno quando il gruppo di persone è arrivato, "ma mi hanno raccontato del caos che ne è nato. Seguirli a un certo punto è stata la cosa giusta da fare visto che si poteva rischiare grosso".   Il bacino d'utenza del Loreto mare resta tuttora molto vasto, nonostante l'apertura del PS dell'Ospedale del Mare. "All'inizio c'è stato un po' di ossigeno - racconta un infermiere - poi tutto è tornato come prima". Una vita non facile, insomma, per chi lavora quotidianamente in quell'ospedale, come in altri dove l'afflusso di pazienti è grande. Dice l'infermiere di turno al triage: "Molte volte ho quasi paura a comunicare il codice per timore di ritorsioni da parte degli 'accompagnatori'". "Io chiedo solo di lavorare - conclude - lasciateci fare il nostro mestiere, sappiamo come muoverci".

Il commento di Anelli

Prevedere la presenza stabile di posti di pubblica sicurezza di Polizia nei Pronto soccorso (Ps) di maggiore affluenza e la presenza di vigilantes sulle ambulanze nelle aree di maggiore criticità come, ad esempio, la città di Napoli. A chiederlo, a fronte dell'escalation di aggressioni e violenze a danno del personale sanitario, è il presidente della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli: "Questa è diventata una vera emergenza - afferma all'ANSA - e lo Stato deve trovare le risorse economiche per attuare una risposta forte".  Per prevenire gli episodi di violenza nei confronti di medici e operatori sanitari, sottolinea inoltre Anelli, "fondamentale è anche aumentare le condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro.  Per questo, sarebbe opportuno trasferire tutte le postazioni di guardia medica territoriale in ambienti protetti e sicuri come, ad esempio, gli ospedali o le caserme di vigili urbani e carabinieri".

In questo modo, "i medici non rimarrebbero isolati e ciò sarebbe un deterrente". Secondo Anelli, dunque, "più che prevedere la presenza dell'esercito, postazioni di Polizia nei Ps potrebbero essere un utile deterrente. Già un disegno di legge presentato dalla Lega in Parlamento - spiega - prevedeva la presenza della Polizia nei presidi di Ps, raccogliendo consenso da più parti politiche. I ministri Speranza e Lamorgese potrebbero quindi ipotizzare una soluzione in tal senso". Resta il problema della copertura economica: "Ci rendiamo conto del momento difficile per i bilanci pubblici - rileva Anelli - ma la violenza e le aggressioni contro medici e sanitari è ormai diventata un'emergenza sul territorio e lo Stato non può permettere il protrarsi di una simile situazione. Salvaguardare gli operatori della Sanità è doveroso e lo Stato dovrà trovare i soldi per farlo". Riferendosi quindi al caso dell'ambulanza sequestrata da alcuni cittadini a Napoli, Anelli rileva come l'episodio "ovviamente da condannare, rivela anche un certo timore che le ambulanze non arrivino. Il punto - osserva - è che bisogna rassicurare la gente sulla certezza dei servizi di soccorso, ma su tutto pesa il lungo periodo di tagli che la Sanità ha subito".

Ed a pagarne le conseguenze è, soprattutto, il Sud: "Basti dire che, secondo gli ultimi dati Svimez - ricorda il presidente Fnomceo - la spesa pubblica a cittadino nelle regioni meridionali è inferiore di 4mila euro rispetto a quella delle regioni settentrionali. A tornare è, quindi, il tema della diseguaglianza nel Paese". Per affrontare tutti questi temi, afferma, "chiediamo anche al ministro Speranza di riconvocare al più presto l'Osservatorio sulle violenze, per fare il punto sulla situazione e predisporre misure appropriate". Insomma, "ci vogliono più mezzi, con un numero adeguato di ambulanze sul territorio, e più personale per il Sistema del 118", sottolinea. Da qui un richiamo anche alle Regioni: "Rispettino le leggi, facciano le dovute rilevazioni e - conclude Anelli - procedano alle assunzioni per gli operatori del 118".

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