Canali Minisiti ECM

Gli antibiotici dati in combinazione possono favorire le resistenze

Farmaci Redazione DottNet | 10/01/2020 19:29

La fase comincia con una 'tolleranza' a uno dei farmaci prescritti

Le combinazioni di antibiotici, usate sempre più spesso nella pratica clinica per aumentare le chance di guarigione del singolo paziente, potrebbero accelerare lo sviluppo delle resistenze batteriche e quindi rappresentare una pratica potenzialmente pericolosa per la salute pubblica. Lo rivela una ricerca pubblicata oggi sulla rivista Science e condotta presso l'Università di Gerusalemme.  Diretto da Nathalie Balaban, lo studio è il primo a dimostrare su pazienti che somministrare due antibiotici in combinazione allo stesso paziente può favorire lo sviluppo di resistenze batteriche.  Nella pratica clinica non è infrequente che il medico prescriva 2 antibiotici diversi contemporaneamente o in rapida successione nel giro di pochi giorni l'uno dopo l'altro: l'idea che guida questa scelta terapeutica è che se un antibiotico non funzionerà, sicuramente funzionerà l'altro, quindi le chance di vincere l'infezione aumentano.

Questo studio pilota - su pochissimi pazienti con infezione da Stafilococco aureus meticillina-resistente - ha mostrato che se uno dei due farmaci prescritti agisce lentamente - ovvero il paziente ha acquisito una 'tolleranza' a quell'antibiotico - diviene più probabile l'insorgenza di una vera e propria resistenza all'altro farmaco.

   La tolleranza farmacologica è una condizione per cui l'antibiotico funziona ancora, ma lo fa più lentamente del normale quindi non uccide tutti i batteri, non rimuove completamente l'infezione. Gli esperti hanno visto che, se il paziente è tollerante al primo farmaco assunto, è più probabile che lo sia anche al farmaco preso subito dopo e che si sviluppi una vera e propria resistenza a quest'ultimo.  Anche se nel singolo paziente questo non porta ad alcun problema e la combinazione antibiotica risulta da ultimo efficace, concludono gli scienziati, questa pratica clinica potrebbe essere pericolosa a livello di salute pubblica, favorendo l'insorgenza di resistenze.

pubblicità

fonte: science

Commenti

I Correlati

Rapporto PGEU: nel 70% degli Stati Ue la situazione non migliora e nell’11% mancano oltre mille farmaci. In Italia carenze in crescita del 4,8% in un anno.

Antimicrobico-resistenza al centro di un evento al Parlamento europeo. Governo e FdI richiamano l’approccio One Health e la riduzione dei costi sanitari.

Lucia Aleotti interviene sul Testo Unico della legislazione farmaceutica: accesso uniforme, meno burocrazia e maggiore autonomia europea sui principi attivi.

Presentati da Johnson & Johnson in occasione della Digestive Disease Week di Washington i risultati dei tre studi registrativi sul trattamento di colite ulcerosa e malattia di Crohn

Ti potrebbero interessare

Rapporto PGEU: nel 70% degli Stati Ue la situazione non migliora e nell’11% mancano oltre mille farmaci. In Italia carenze in crescita del 4,8% in un anno.

Dopo Farmindustria, anche le aziende dei farmaci fuori brevetto intervengono sui trend della spesa. “Equivalenti e biosimilari essenziali per la sostenibilità del Ssn”.

Lucia Aleotti interviene sul Testo Unico della legislazione farmaceutica: accesso uniforme, meno burocrazia e maggiore autonomia europea sui principi attivi.

Ultime News

Più letti