|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Burnout e malattie cardiache, risarcimento per i medici

C'è una ricerca scientifica che lo accerta. Italia tra i Paesi europei con operatori sanitari più stressati: la sindrome colpisce il 90% in corsia
Professione

Arriva dalla scienza una importante conferma sulla possibilità di veder riconosciuti in sede legale i diritti delle vittime di burnout lavorativo, sindrome sempre più diffusa individuata anche dall’OMS, che colpisce in particolar modo le “helping profession”, capofila i medici e gli operatori sanitari.  In testa alla classifica, secondo l’European General Practice Research Network sono proprio i medici italiani, con 9 casi 10 colpiti da burnout. Un recentissimo studio americano pubblicato dall'European Society of Cardiology (Esc), condotto su 11 mila soggetti a rischio per 25 anni, dimostra, per la prima volta, l’associazione tra burnout e patologie cardiache e in particolare, che esiste un aumento del 20% del rischio di fibrillazione atriale. In più, i ricercatori individuano che sono frequenti disturbi del ritmo cardiaco potenzialmente mortali, come aritmie, ictus e infarto l’analisi. Lo stress sul lavoro prolungato e continuativo, quindi, può avere serie conseguenze non solo di natura psichica ma anche fisica.

“Questo è un risultato molto importante – rileva il pool legale Consulcesi – che apre le porte a nuove iniziative giudiziarie e alla possibilità di ottenere il risarcimento del danno qualora sia comprovato un nesso causale tra la sindrome del burnout e le sue conseguenze e una condotta datoriale in violazione dei precetti previsti per la sicurezza in ambito lavorativo”. Due recenti sentenze (n. 1452/2018 e n- 597/2019) vanno già in questa direzione e i lavoratori hanno ottenuto il riconoscimento del danno per le conseguenze dello stress lavoro-correlato e la responsabilità del datore di lavoro in tal senso. Turni massacranti, eccessivo carico di lavoro, carenza di personale sono tra i fattori principali del burnout, sindrome che in alcuni casi ha condotto a problemi di alcolismo, depressione e anche al suicidio. E allora, come far valere il proprio diritto sul lavoro?

pubblicità

Come riconoscere se si è a rischio di cadere nella sindrome di burnout? 

Il burnout colpisce più spesso le persone che lavorano nelle professioni di aiuto, come i medici e gli operatori sanitari (ma anche insegnanti, avvocati o poliziotti). I primi segnali della sindrome sono depersonalizzazione, stanchezza cronica, ridotta produttività, cinismo e sensazione di perdita di significato della propria attività.

I principali fattori di stress lavoro-correlato e le loro conseguenze sono importanti da riconoscere per poter acquisire la consapevolezza della propria condizione e attivare un’azione legale.

Turni massacranti e eccessivo carico di lavoro – Giornate lunghe e un eccessivo carico di lavoro, specie nel periodo notturno, inducono performance cognitive paragonabili a quelle che si hanno con un tasso alcolico di 0.4-0.5%. Aumenta inoltre il rischio di malattie cardiovascolari dell’operatore, si assiste a un peggioramento oggettivo delle performance cognitive e quindi ad un incremento del rischio clinico. Per il 34% dei medici il lavoro è troppo e alla lunga diventa insostenibile.

Basso turnover – Reparti duplicati e gestione di un carico di pazienti aggiuntivo per mancanza di personale, a cui spesso si uniscono inefficienze a livello di organizzazione e gestione del sistema.

Aumento delle incombenze burocratiche – Riduzione dell’autonomia del medico e aumento delle pratiche da sbrigare, spesso duplicate a seconda dei sistemi informativi, e accessorie rispetto alla pratica della medicina. Le pratiche burocratiche e l’aumento delle attività amministrative sono fattori percepiti in modo estremamente negativo da più del 59% dei medici.

Aspettative di salute – Aspettative crescenti ed esagerate da parte dei pazienti, che arrivano dal medico con false convinzioni e informazioni spesso trovate online.  In seguito all’aumento delle denunce per malpractice, il medico si trova a mettere in atto pratiche di medicina difensiva che influiscono sul corretto e sereno esercizio della sua professione.

Professione
Commenti

I Correlati

Per medici e infermieri depressione e il pensiero del suicidio tra super lavoro, bullismo e violenze
Professione
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Dal contratto alla manovra: le novità per il personale del Servizio sanitario nazionale
Sanità pubblica
Dal contratto alla manovra: le novità per il personale del Servizio sanitario nazionale
Firmata l'ipotesi di rinnovo del Ccnl per oltre 592mila dipendenti del Ssn. Aumenti retributivi, nuove tutele e regole per l'IA. Schillaci rilancia: con la prossima legge di bilancio l'obiettivo è proseguire la valorizzazione economica del personale.
Infermieri, quasi 5.800 hanno lasciato l'Italia nel 2025. Eurispes: servono nuovi modelli organizzativi
Professione
Infermieri, quasi 5.800 hanno lasciato l'Italia nel 2025. Eurispes: servono nuovi modelli organizzativi
Lo studio fotografa carenze di personale, forti differenze territoriali e stipendi inferiori alla media Ocse. Enpapi propone di integrare gli infermieri liberi professionisti nel Ssn con un sistema di convenzioni.
Professioni sanitarie, AlmaLaurea: occupato l'87,9% dei laureati a un anno dal titolo
Professione
Professioni sanitarie, AlmaLaurea: occupato l'87,9% dei laureati a un anno dal titolo
Il XXVIII Rapporto conferma gli elevati tassi di inserimento lavorativo. Per la Federazione Tsrm e Pstrp, il 90% dei laureati considera efficace il percorso di studi.
Regime forfettario 2026: confermata la soglia di 35 mila euro per i redditi da lavoro dipendente e pensione
Professione
Regime forfettario 2026: confermata la soglia di 35 mila euro per i redditi da lavoro dipendente e pensione
Il regime forfettario si conferma il modulo fiscale più accessibile per le piccole partite IVA in Italia, e fra queste sono numerosi i medici e gli odontoiatri, specie all’inizio della carriera o subito dopo il pensionamento.

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.