
Lo rileva una ricerca del Karolinska Institute, pubblicata sullo European Journal of Preventive Cardiology
Chi è sopravvissuto ad un infarto dovrebbe fare attenzione ai chili di troppo accumulati a livello addominale. In chi ha la pancia, infatti, cresce il rischio che il problema si ripresenti. Lo rileva una ricerca del Karolinska Institute, pubblicata sullo European Journal of Preventive Cardiology. "I pazienti - evidenzia la dottoressa Hanieh Mohammadi, autrice dello studio - sono generalmente sottoposti a un rigoroso regime di trattamento medico dopo il loro primo attacco per prevenire i secondi eventi (quella che viene chiamata prevenzione secondaria). La prevenzione secondaria agisce riducendo i fattori di rischio associati a infarto e ictus come glicemia alta e pressione sanguigna. In precedenza non era noto se l'obesità addominale rientrasse tra questi". Lo studio ha seguito più di 22mila pazienti dopo il primo infarto, analizzando la relazione tra la circonferenza vita e il rischio di eventi cardiovascolari ricorrenti.
I ricercatori hanno esaminato in particolare quelli causati da arterie ostruite, come infarto e ictus fatali e non fatali.
fonte: European Journal of Preventive Cardiology
Lo rivelano i risultati dello studio Pursuit: con un farmaco sperimentale in aggiunta allo standard di cura l’84% dei pazienti raggiunge l’obiettivo
Progetto europeo finanziato da EU4Health. Con Resil-Card ospedali e servizi possono valutare la tenuta dei percorsi cardiologici in situazioni di crisi.
Ma la figura a pera con adipe a fianchi e cosce lo protegge
Uno studio londinese, realizzato sui dati di 21.241 persone, ha calcolato l’incidenza della sostanza che si accumula attorno agli organi nell'invecchiamento del cuore
Una review su Journal of Hypertension rilegge il legame tra ipertensione, rimodellamento cardiaco e scompenso: non sempre la relazione è diretta come si è creduto finora.
L’impatto epidemiologico resta elevato nonostante i progressi terapeutici e preventivi.
Commenti