
E' il frutto di una revisione di 26 studi a cui ha partecipato il 'Mario Negri'
C'è poca trasparenza sui rapporti fra le case farmaceutiche e le associazioni di pazienti. Lo mostra una revisione sistematica di 26 studi pubblicati tra il 2003 e il 2018, pubblicata sulla rivista British Medical Journal, secondo cui a fronte di finanziamenti diffusi, poco meno di un terzo delle associazioni che ha ricevuto fondi dall'industria lo dichiara sui propri siti. La revisione sistematica è stata coordinata dall'Università di Sydney (Australia), ed è stata condotta dall'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, in collaborazione con l'IRCCS Ca' Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, e il Cochrane Hypertension Review Group con base in Canada.
Dallo studio emerge che i finanziamenti delle industrie di farmaci e delle aziende di dispositivi medici alle associazioni di pazienti sono abituali in molti Paesi ad alto reddito, con una proporzione di associazioni finanziate va dal 20% all'83%, a seconda dell'area, ma di queste sono poche quelle che hanno un codice di condotta sulle sponsorizzazioni.
Per Barbara Mintzes, docente presso l'Università di Sydney , "ci sono prove che i finanziamenti dalle industrie farmaceutiche e di dispositivi possono creare distorsioni a favore dello sponsor, sia nella ricerca, sia nella pratica clinica e questo potrebbe accadere anche per le associazioni di pazienti. Per questo è importante fare ricerca in questo settore".
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