Canali Minisiti ECM

Rischio stress e infarto per i tifosi accaniti

Cardiologia Redazione DottNet | 28/01/2020 13:44

Emerge dalle analisi condotte durante i Mondiali in Brasile 2014

Per molti lo sport non è solo un hobby ma diventa motivo di vita, con ripercussioni che possono avere effetti negativi sulla salute. I tifosi più sfegatati sperimentano, infatti, livelli intensi di stress mentre guardano la loro squadra del cuore, tanto da aumentare il rischio di infarto. A mettere in guardia è uno studio che ha testato la presenza di cortisolo, ormone dello stress, nella saliva dei tifosi durante la storica semifinale che ha visto contrapposte Germania e Brasile ai Campionati del mondo nel 2014.

Precedenti studi hanno mostrato un aumento del rischio di attacchi di cuore tra i tifosi, quando la loro squadra si trovava ad affrontare match importanti. Nel nuovo lavoro, pubblicato sulla rivista "Stress and Health", i ricercatori dell'Università di Oxford hanno monitorato i livelli di cortisolo di 40 tifosi brasiliani prima, durante e dopo tre partite di Coppa del Mondo.

I test hanno mostrato che i livelli di cortisolo erano più alti durante la partita. E, in particolare durante la sconfitta in semifinale subita dal Brasile contro la Germania e finita 7-1, il cortisolo era schizzato alle stelle, un parametro pericoloso, perché collegato a un aumento della pressione arteriosa e affaticamento del cuore, soprattutto se è già indebolito. "Anche i sostenitori occasionali sperimentano stress, ma non così forte come coloro che si identificano con la propria squadra", spiega la ricercatrice Martha Newson. "Non sono state riscontrate invece - sottolinea - differenze tra uomini e donne, nonostante il pregiudizio secondo il quale gli uomini siano più legati alle loro squadre".

pubblicità

L'associazione tra tifo sfegatato e rischi per il cuore "non è nuova e la vediamo anche nella nostra pratica clinica. Alti livelli prolungati di cortisolo - spiega Ciro Indolfi (nella foto), presidente della Società Italiana di Cardiologia (Sic) - tipicamente causati da stress cronico, possono aumentare il colesterolo nel sangue, la glicemia e la pressione, tutti noti fattori di rischio per le malattie cardiache. Nel caso specifico l'aumento di cortisolo non è prolungato, ma limitato nel tempo. Ma a potenziare il rischio è il rilascio di adrenalina, che causa un aumento della frequenza cardiaca". Cosa fare dunque? I ricercatori suggeriscono che negli stadi, dopo i match, si dovrebbero abbassare le luci e mettere musica rilassante.  Inoltre, i club potrebbero prendere in considerazione la possibilità di offrire screening cardiaci ai sostenitori più accaniti. 

Commenti

I Correlati

Numerosi studi hanno dimostrato che livelli elevati di hs-CRP sono associati a un incremento indipendente del rischio di eventi cardiovascolari, anche in pazienti con valori lipidici nella norma.

L’aterosclerosi è oggi sempre più interpretata come una malattia cronica immuno-metabolica, che richiede strategie preventive e terapeutiche integrate e a lungo termine.

Lo rivelano i risultati dello studio Pursuit: con un farmaco sperimentale in aggiunta allo standard di cura l’84% dei pazienti raggiunge l’obiettivo

Progetto europeo finanziato da EU4Health. Con Resil-Card ospedali e servizi possono valutare la tenuta dei percorsi cardiologici in situazioni di crisi.

Ti potrebbero interessare

Uno studio condotto su quasi 30 mila individui evidenzia il valore prognostico del Growth Differentiation Factor-15 nella previsione di malattia cardiovascolare aterosclerotica e steatosi epatica metabolica.

Conclusa la fase pilota: le prestazioni di monitoraggio cardiovascolare diventano stabilmente accessibili attraverso la rete delle farmacie territoriali con copertura del Servizio sanitario nazionale.

Le nuove frontiere della cardiologia strutturale passano da Napoli

Nuove evidenze dal congresso ESC Heart Failure: beneficio clinico già dai primi 30 giorni nei pazienti con ATTR-CM

Ultime News

Più letti