
Lo rivela uno studio internazionale condotto in Giappone e coordinato dall'Università di Sidney
Basta anche solo una breve esposizione a basse concentrazioni di Pm 2,5 per avere un rischio maggiore di arresto cardiaco extra-ospedaliero. A dirlo è uno studio internazionale condotto in Giappone e coordinato dall'Università di Sidney che ha analizzato la qualità della vita in relazione alla qualità dell'aria. Si tratta, spiegano i ricercatori, di un campione grande tre volte di più di tutti i precedenti lavori (circa 250mila persone sono state coinvolte). Nello studio, pubblicato su Lancet Planetary Health, emerge che oltre il 90% degli arresti cardiaci al di fuori delle mura ospedaliere si è verificato a livelli di Pm 2,5 inferiori alle linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità, con una media giornaliera di 25 microgrammi per metro cubo.
Inoltre, il 98% di questi arresti cardiaci si è verificato a livelli inferiori rispetto al livello standard giornaliero di 35 microgrammi per metro cubo.
fonte: Lancet Planetary Health
Ricercatori italiani scoprono che il nervo vago è fondamentale per un cuore sempre giovane. Si aprono nuove prospettive per la chirurgia cardiaca.
Prevenzione Cardiologica: Verì al passo con le nuove tecnologieLa Regione Abruzzo sostiene l’innovazione nella prevenzione cardiologica con PoliCardio, un progetto che porta la sanità digitale nelle case.
Diagnosi tardive e poche opzioni. Ecco perché serve un nuovo modello di presa in carico
I nuovi farmaci anti-obesità proteggono anche il cuore, ma la rimborsabilità deve riguardare solo i pazienti realmente a rischio: la richiesta dei cardiologi al Congresso SIC.
Società scientifiche ed esperti concordano sulla necessità di agire sull’organizzazione e il monitoraggio – anche attraverso i LEA - e sulla comunicazione per un paziente più consapevole
Per colmare questo vuoto, è stato realizzato il Manifesto: “Rischio cardiovascolare residuo: analisi del contesto e delle opzioni terapeutiche, tra innovative strategie di prevenzione e sostenibilità di sistema”
Abbott annuncia la disponibilità in Italia di AVEIR™ DR, il primo sistema di pacemaker bicamerale senza fili al mondo per trattare le persone con un ritmo cardiaco anomalo o più lento del normale. Eseguiti già i primi impianti in Italia
Commenti