
Basta anche solo una breve esposizione a basse concentrazioni di Pm 2,5 per avere un rischio maggiore di arresto cardiaco extra-ospedaliero. A dirlo è uno studio internazionale condotto in Giappone e coordinato dall'Università di Sidney che ha analizzato la qualità della vita in relazione alla qualità dell'aria. Si tratta, spiegano i ricercatori, di un campione grande tre volte di più di tutti i precedenti lavori (circa 250mila persone sono state coinvolte). Nello studio, pubblicato su Lancet Planetary Health, emerge che oltre il 90% degli arresti cardiaci al di fuori delle mura ospedaliere si è verificato a livelli di Pm 2,5 inferiori alle linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità, con una media giornaliera di 25 microgrammi per metro cubo.
Inoltre, il 98% di questi arresti cardiaci si è verificato a livelli inferiori rispetto al livello standard giornaliero di 35 microgrammi per metro cubo.
fonte: Lancet Planetary Health




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