
La prima procedura per il consenso informato da parte dei minori di 18 anni arriva a Torino
Per la prima volta in Italia i pazienti minorenni potranno far valere la propria voce in caso di trapianto. La prima procedura per il consenso informato da parte dei minori di 18 anni arriva a Torino, dopo tre anni di lavoro del gruppo multidisciplinare 'Autodeterminazione e minori d'età', che vede insieme docenti e ricercatori dell'Università, medici, psicologi e bioeticisti della Città della Salute, in particolare dell'ospedale Regina Margherita, e magistrati del tribunale. Nata da un caso concreto, quello di un ragazzino che voleva sottoporsi a trapianto mentre i genitori erano contrari, la procedura è stata pensata per i giovani pazienti affetti da fibrosi cistica, che potrebbero essere sottoposti a trapianto polmonare, ma si propone di diventare un modello standard.
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Secondo dati diffusi dall’Associazione Luca Coscioni, la procedura farmacologica sfiora il 60%. Persistono forti differenze territoriali e limiti organizzativi.
Dati ISTAT e allarme AUPI. Gli psicologi chiedono politiche strutturate su educazione digitale, prevenzione e ruolo delle piattaforme.
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L’indagine della società scientifica dell’emergenza-urgenza fotografa un sistema ancora in forte sofferenza: sottorganico diffuso, boarding e ricorso stabile ai gettonisti
Il ministro difende il progetto di riforma della medicina territoriale e rilancia il ruolo delle Case di comunità: “Non smantelliamo i medici di famiglia”
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