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Ue, le tasse sul tabacco non hanno scoraggiato il consumo

Sanità pubblica Redazione DottNet | 11/02/2020 14:05

Gli effetti solo nei Paesi dell'Est. In Europa il 26% degli adulti fuma

Le regole europee sulla tassazione del tabacco sono servite a dare certezza sulle entrate agli stati membri, ma non hanno fatto da deterrente al consumo. E' quanto emerge da una valutazione della Commissione Ue sulla direttiva tabacco del 2011 secondo cui la normativa ha fallito l'obiettivo di ridurre il consumo di tabacco del 10% nei cinque anni successivi alla sua entrata in vigore. Lo studio ha confermato che l'aumento delle accise minime è stato il deterrente maggiore al consumo di sigarette, ma gli effetti si sono visti soltanto in una minoranza di Stati membri, e tutti nell'Europa dell'Est. "L'alto numero di fumatori in Ue è ancora ancora una causa significativa di preoccupazione, con il 26% della popolazione adulta e il 29% di giovani tra i 15 e i 24 che fumano", scrive la Commissione.

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Inoltre, Bruxelles sottolinea come la grande differenza di prezzi delle sigarette tra Stati Ue (variano tra i 2,57 euro della Bulgaria e gli 11,37 dell'Irlanda) incentiva "alti livelli" di shopping transfrontaliero. La Commissione ricorda quindi che il lancio del piano d'azione europeo contro il cancro sottolineava proprio l'importanza di agire sulla tassazione del tabacco per ridurne il consumo. 

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