
Il 15 febbraio ricorre la Giornata mondiale del cancro infantile, melograni per celebrarla
Ogni anno in Italia 1.500 bambini sotto i 14 anni e 900 ragazzi tra i 14 e i 18 anni si ammalano di tumore, ma nell'80% dei casi fortunatamente riescono a superarlo. Tanto che quasi 50.000 giovanissimi ex pazienti sono guariti e oggi hanno una età media di 29 anni. A ricordarlo, in vista della Giornata Mondiale Contro il Cancro Infantile, che si celebra il 15 febbraio, è la Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica (Fiagop), che quest'anno lancia una nuova edizione dell'iniziativa "Diamo radici alla speranza, piantiamo un melograno".
Il cancro infantile rappresenta la prima causa di mortalità per bimbi dopo il primo anno di età. Esistono oltre sessanta tra tipi e sottotipi di cancro, per questo si possono definire 'rari' tutti i tumori pediatrici. "Se da un lato - spiega il presidente Fiagop, Angelo Ricci - gli straordinari successi ottenuti negli ultimi decenni in oncologia pediatrica hanno permesso ad un numero sempre più alto di bambini e di adolescenti di superare con successo la diagnosi, occorre anche tenere in conto il fatto che, in conseguenza dei trattamenti subiti potrebbero sviluppare effetti collaterali tardivi o discriminazioni lavorative".
Per ricordare chi ce l'ha fatta, chi non ce l'ha fatta e chi sta ancora lottando, il 14 e 15 febbraio, i volontari Fiagop pianteranno piante di melograno presso ospedali, case d'accoglienza, scuole e giardini pubblici. I presenti indosseranno un Nastrino dorato (sotto forma di un piccolo tatuaggio temporaneo) con cui scattare selfie solidali, da condividere sui social con l'hashtag #DiamoRadiciAllaSperanza. Il 15 febbraio invece, medici e ricercatori si riuniranno a Salerno per fare il punto sui tumori solidi, come quelli cerebrali e i sarcomi, in cui, a differenza delle leucemie e linfomi, le percentuali di guarigione rimangono ancora basse.
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Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
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