
L'Humanitas lancia Pink Union per la ricerca sulle malattie femminili
Le donne portano, a livello globale, l'80% del carico di sofferenza e malattia, in parte per discriminazioni e il minor accesso alle cure mediche, in parte per la loro biologia, che le rende più soggette ad alcune malattie, come quelle auto-immuni e auto-infiammatorie. Proprio per promuovere la ricerca a sostegno della salute femminile, la fondazione Humanitas di Rozzano ha lanciato il progetto Pink Union. Promotori dell'iniziativa, presentata questa mattina a Milano, l'immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico dell'Humanitas, e Beatrice Venezi, direttore d'orchestra, una delle più giovani al mondo.
Scopo di Pink Union è quello di rendere visibili le altre malattie femminili per cui di solito non si raccolgono finanziamenti. Diverse le iniziative organizzate. La più importante è il concerto per la ricerca del 19 marzo, presso il teatro Franco Parenti di Milano, che sarà diretto da Beatrice Venezi con l'orchestra Milano Classica, con un programma di pezzi classici e moderni legati alle figure femminili protagoniste della storia della musica. In 4 dei centri Humanitas Medical Care tra Milano e Arese il 7 e 8 marzo saranno offerti gratuitamente controlli e visiste specialistiche odontoiatriche, senologiche, ginecologiche e nutrizionali. Due i progetti di ricerca avviati da Humanitas in quest'ottica: uno sugli anticorpi delle malattie auto-immuni, per identificare quelli che possono essere dei marcatori predittivi, e l'altro per prevedere, prima della chemio, le pazienti con tumore al seno che potranno beneficiare di questa terapia.
Il ministro della Salute difende lo stato del SSN e rivendica la strategia del governo: riorganizzazione dell’assistenza territoriale, valorizzazione dei professionisti e investimenti su prevenzione e digitalizzazione.
Liste d’attesa prima preoccupazione sanitaria per gli italiani: il 46% ritiene che il diritto alla salute non sia pienamente soddisfatto. I dati dell’indagine Euromedia presentata al summit MSD.
Mobilità sanitaria in crescita: nel 2023 gli italiani hanno speso 5,15 miliardi per curarsi fuori Regione. Il Report Gimbe evidenzia divari territoriali e forte attrattività di poche aree del Paese.
Sport e prevenzione entrano nell’agenda di politica sanitaria: il Rapporto TEHA-Osservatorio Valore Sport mostra perché l’attività fisica è strumento di salute pubblica..
Oltre 5.700 medici di famiglia mancanti in 18 Regioni e più di 8.000 in uscita entro il 2028. Per Gimbe la crisi è strutturale e aggravata dall’invecchiamento della popolazione.
Il ministro della Salute difende lo stato del SSN e rivendica la strategia del governo: riorganizzazione dell’assistenza territoriale, valorizzazione dei professionisti e investimenti su prevenzione e digitalizzazione.
Commenti