

Si allungano i tempi perché anche i medici e gli odontoiatri liberi professionisti iscritti all’Enpam possano ottenere una sorta di liquidazione all’atto della cessazione del rapporto, come i loro colleghi dipendenti e convenzionati. In analogia a quanto già previsto per i medici convenzionati e accreditati, infatti, l’Enpam aveva deliberato anche per i liberi professionisti iscritti alla "Quota B" una nuova disciplina concernente la possibilità di convertire in capitale una parte, pari al massimo al 15%, della pensione annua di vecchiaia o di quella anticipata a carico del Fondo di Previdenza Generale dell’Enpam.
L’indennità viene calcolata moltiplicando la quota del 15% per un coefficiente relativo all’età dell’iscritto alla data di decorrenza della pensione; l’indennità non viene comunque liquidata se l’importo della pensione residua non supera il doppio del trattamento minimo Inps (cioè per il 2020 la pensione residua deve essere almeno pari ad € 1.115,98 mensili lordi). I Ministeri vigilanti, tuttavia, nella nota del 5 febbraio scorso, sulla base di rilievi strettamente formali, non hanno approvato la delibera relativa al nuovo istituto, che dovrà ora essere riformulata, nuovamente approvata dal CdA Enpam e portata nuovamente all’esame delle Autorità di controllo.
Stessa sorte anche per la liquidazione del supplemento di pensione in favore dei pensionati della "Quota B" che continuano a svolgere attività professionale dopo il pensionamento. Attualmente la pensione supplementare viene liquidata d’ufficio ogni triennio; la decisione di liquidarla con cadenza annuale si è arenata sui rilievi formali dei Ministeri e dovrà anch’essa essere riproposta. Slittamento temporale pure per la proposta di riconoscere come requisito di accesso alla pensione anticipata di "Quota B" i periodi di contribuzione alla "Quota A" maturati dagli studenti del quinto e sesto anno del corso di laurea in Medicina. Dai Ministeri vigilanti giungono comunque, nella medesima nota, valutazioni positive per quanto riguarda la sostenibilità delle gestioni Enpam nel medio e lungo periodo, sulla base della documentazione attuariale prodotta. Sulla base del complesso iter di riproposizione delle modifiche regolamentari, è lecito prevedere che i nuovi istituti possano vedere la luce soltanto verso la fine del 2020 o l’inizio del prossimo anno.




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