
La soluzione disinfettante concentrata più richiesta dagli italiani in tempo di Coronavirus, l'Amuchina, di emergenze sanitarie ne ha già viste parecchie. A cominciare dal 1939, quando fu usata a seguito dell'epidemia di tubercolosi che colpì l'Italia. Il suo inventore, l'imprenditore ed ingegnere pugliese, Oronzio De Nora, la mise a punto e la brevetto' nel 1923. Caratteristica fondamentale dell'igienizzante, il cui nome deriva dal greco e indica proprio l'azione disinfettante contro il bacillo responsabile della tubercolosi, il Mycobacterium Tubercolosys, è la sua capacità di penetrare la membrana cellulare annientando ogni tipo di virus, batteri, funghi e spore, compreso quello dell'antrace e dell'Aids, senza incidere però su tessuti e materiali disinfettati.
Nei decenni successivi le attività industriali dell'igienizzante puntarono soprattutto sulla disinfezione ospedaliera e sul trattamento delle ferite, così i prodotti furono commercializzati in ospedale e farmacia.
Nelle ultime settimane, da quando le notizie sulla diffusione del Covid-19 sono entrate nelle case di tutti, la richiesta di Amuchina è arrivata alle stelle, poiché igienizzare le mani e le superfici è stata indicata dalle maggiori autorità sanitarie internazionali e italiane come il modo migliore per difendersi dal virus. La produzione, fa sapere l'azienda, è aumentata così come le attività industriali sono state riorganizzate per dedicarsi prevalentemente alla produzione di disinfettanti. Il prezzo è rimasto invariato ed ogni aumento e' legato a speculazioni dalle quali l'azienda ha preso immediatamente le distanze.




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