
L'Italia è divisa in due e rischia l'effetto coronavirus
Continuano a crescere i numeri dei trapianti di organo effettuati in Italia: solo nel 2019 sono aumentati del 2,4% e hanno permesso di salvare 3.813 vite. Numeri che lo rendono il secondo miglior anno di sempre per volumi di attività, dopo il 2017, e che hanno permesso alle liste d'attesa di continuare a ridursi. Ma i no alle donazioni restano ancora tanti e l'Italia resta divisa tra un Nord propenso a donare e un Sud che stenta. Questa la fotografia scattata dal report 2019 del Centro Nazionale Trapianti (Cnt), mentre gli esperti temono "l'effetto coronavirus" per via di un maggior impegno delle terapie intensive. Le infezioni da Covid-19 "potrebbe avere conseguenze anche sulla donazione degli organi, soprattutto nelle regioni più colpite dall'emergenza.
Lo monitoreremo", ha detto Massimo Cardillo, direttore del Cnt, sottolineando però che per quanto riguarda la sicurezza non c'è nulla da temere, perché "su tutti i potenziali donatori viene effettuato il test".
Tuttavia, "il dato delle donazioni conferma forti differenze tra Nord al Sud del Paese", ha sottolineato il direttore del (Cnt) Massimo Cardillo, "a fronte di una media nazionale di 23 donatori per milione di persone, si va dai 50 della Toscana agli 8 della Sicilia". Numeri che indicano, ha sottolineato il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, "che in alcune aree c'è ancora molto da lavorare per riuscire a trasmettere l'importanza di questo gesto, che è anche una questione di cultura del dono". Nel 2019 sono cresciute del 23,5% anche le donazioni di midollo osseo da parte degli italiani e destinate a pazienti di tutto il mondo. Così come crescono anche i trapianti di midollo effettuati in Italia, che nel 2019 sono stati 859, ovvero +1,3% rispetto al 2018: il numero più alto mai realizzato nel nostro Paese.
Mentre, dopo l'exploit del 2018 ottenuto grazie alla mobilitazione per il piccolo Alex, gli iscritti al registro dei donatori di midollo (Ibmdr) hanno continuato a salire del 6,7% anche nel 2019 e sono oggi 450.000. Numeri, conclude Cardillo, "che parlano di un sistema sempre più in grado di gestire al meglio e velocemente tutti i delicati passaggi che permettono di prelevare, trasportare e trapiantare un organo nella massima sicurezza".
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Secondo dati diffusi dall’Associazione Luca Coscioni, la procedura farmacologica sfiora il 60%. Persistono forti differenze territoriali e limiti organizzativi.
Dati ISTAT e allarme AUPI. Gli psicologi chiedono politiche strutturate su educazione digitale, prevenzione e ruolo delle piattaforme.
Il sindacato dei medici di medicina generale contesta il metodo seguito sulla riforma dell’assistenza territoriale: “Nessun confronto preventivo”
L’indagine della società scientifica dell’emergenza-urgenza fotografa un sistema ancora in forte sofferenza: sottorganico diffuso, boarding e ricorso stabile ai gettonisti
Il ministro difende il progetto di riforma della medicina territoriale e rilancia il ruolo delle Case di comunità: “Non smantelliamo i medici di famiglia”
Commenti