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Morti 41 medici: subito i test e i tamponi

Lettera dalla Fnomceo per misure immediate. Oms, più protezioni
Professione

Assomiglia sempre di più ad un bollettino di guerra la lista dei medici che, sempre in prima linea nella lotta impari al Covid-19, ogni giorno perdono la vita a causa del contagio. Ad oggi si contano 41 vittime e 6.205 contagiati, ma è un dato destinato a crescere. I dispositivi di protezione individuale dpi continuano ad essere carenti o mancare del tutto ma ora i camici bianchi sono stanchi di attendere. Per questo la loro protesta approda sulle pagine della prestigiosa rivista scientifica British medical journal BMJ:

"Chiediamo misure immediate - è il loro monito -. Subito test veloci e tamponi".    A parlare a nome dei medici italiani è il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli che, nella lettera pubblicata su BMJ, lancia un appello.  Precise le richieste dei medici: sbloccare immediatamente le forniture di dpi ed eseguire test a risposta rapida, seguiti da tamponi, in maniera sistematica a tutti gli operatori sanitari nel pubblico e nel privato che mostrano sintomi di infezione da Covid-19 anche lieve e in assenza di febbre o che sono stati in contatto con casi sospetti o confermati. La Fnomceo chiede dunque un doppio screening prima con test veloci validati e poi con tamponi settimanali, a tutela di sanitari e pazienti e per controllare l'andamento dell'epidemia. E poi, garantire finalmente adeguati dpi: "Continuano a scarseggiare o - scrive Anelli - ad essere centellinati in maniera inaccettabile nel bel mezzo di un'epidemia a cui pure l'Italia si era dichiarata pronta solo a fine due mesi fa".

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E proprio la questione dei dpi, dalle mascherine a visiere e guanti, continua a far discutere: nuove scorte sono state annunciate e sono in arrivo, ma intanto i medici sono costretti a fare i conti con una drammatica carenza che li costringe, non si stanca di ripetere Anelli, a "combattere a mani nude contro il virus". Problemi di produzione e approvvigionamento che hanno spinto la Procura di Torino ad aprire un'inchiesta sulla carenza di dpi per medici e infermieri. A sostegno della richiesta di adeguate protezioni è il direttore vicario dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) Raniero Guerra, che ribadisce come gli operatori sanitari ne vadano assolutamente dotati. Quanto ai tamponi, "vanno effettuati su categorie mirate, oltre che, ovviamente - afferma - proprio sugli operatori della sanità".

Misura che verrà attuata dalla Lombardia, dove da lunedì medici e infermieri controlleranno la temperatura e faranno i tamponi se hanno più di 37.5 di febbre. Quanto ad un utilizzo esteso dei tamponi sulla popolazione, ciò è ritenuto "inappropriato" da Guerra. E il ministro della Salute Roberto Speranza ha sottolineato che "sull'utilizzo dei tamponi i protocolli sono indicati dall'Oms, sui tamponi decide la scienza". Per il viceministro Pierpaolo Sileri, invece, "un numero di tamponi più alto è necessario almeno per tutti quelli che hanno sintomi anche lievi e per chi è stato in stretto contatto con soggetti positivi" e sono anche "necessari tamponi-sentinella a soggetti asintomatici che sono nelle zone dei focolai".

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