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Anelli scrive a FNOPI: chiarimento dopo le polemiche

Dopo le reazioni all’intervista su “La Stampa”, il presidente FNOMCeO invia una lettera alla presidente FNOPI Mangiacavalli. Al centro il tema dell’equilibrio tra competenze in una fase di transizione del sistema sanitario.
Professione

Le dichiarazioni rilasciate dal presidente della FNOMCeO Filippo Anelli nell’intervista pubblicata il 28 febbraio su "La Stampa" hanno suscitato reazioni nel mondo infermieristico, in particolare per un passaggio relativo al tema del trasferimento di competenze e alla qualità dell’assistenza.

A seguito del dibattito, Anelli ha inviato una lettera di chiarimento alla presidente della FNOPI Barbara Mangiacavalli, ribadendo la stima e il rispetto per la professione infermieristica.

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Il contenuto della lettera

"Mi sembra doveroso esprimerti il mio rammarico sincero – ha scritto Anelli – laddove il contenuto possa aver indotto a rilevare intenti denigratori o comunque lesivi della dignità e professionalità della FNOPI e della comunità che tu rappresenti".

Nel testo il presidente FNOMCeO richiama la collaborazione costruita negli anni tra le due federazioni.

"La lunga storia di collaborazione tra le nostre Professioni – continua – e il rapporto personale che da anni ha caratterizzato le nostre rispettive attività istituzionali, mi auguro possano comprovare che non ho mai cambiato l’idea per la quale fondamentale risulta assicurare quell’equilibrio che vede le nostre competenze sinergicamente attive, in tutti i contesti di esercizio professionale e istituzionale, a tutela della salute dei cittadini".

Il tema delle competenze nella riorganizzazione del SSN

Il confronto si colloca in una fase di ridefinizione complessiva dell’assetto del Servizio sanitario nazionale. L’attuazione del PNRR, il rafforzamento dell’assistenza territoriale, la revisione dei modelli organizzativi e il dibattito sull’autonomia differenziata stanno modificando equilibri storicamente consolidati tra professioni e livelli di governo.

In questo quadro, la ridefinizione delle competenze professionali rappresenta uno degli snodi più delicati. La collaborazione tra medici e infermieri costituisce un pilastro dell’assistenza, ma richiede una chiara delimitazione di responsabilità cliniche e organizzative, soprattutto nei nuovi modelli di presa in carico della cronicità e nella gestione delle strutture territoriali.

Una tensione di sistema oltre il singolo episodio

Le reazioni suscitate dall’intervista possono essere lette anche alla luce di una tensione latente che attraversa l’intero ecosistema sanitario. Da un lato emergono spinte centripete verso una maggiore uniformità e coordinamento nazionale. Dall’altro si affermano processi di autonomia e differenziazione organizzativa che incidono sulla distribuzione delle competenze.

In una fase in cui la governance sanitaria appare frammentata e in evoluzione, il rischio di fraintendimenti aumenta. Interpretare quanto accaduto esclusivamente come una volontà di creare una contrapposizione tra professioni rischierebbe di semplificare un passaggio più complesso.

La questione, piuttosto, riguarda la necessità di ridefinire i reciproci perimetri operativi in modo coerente con l’evoluzione del sistema, preservando l’equilibrio tra competenze e responsabilità. In questo senso, il chiarimento istituzionale intervenuto nelle ultime ore rappresenta un tentativo di ricondurre il confronto entro un perimetro di collaborazione, in una fase in cui il sistema sanitario è chiamato a ridefinire i propri assetti strutturali.

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