Test sierologici, così funzionano i due metodi

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 17/04/2020 20:48

Le differenze, i vantaggi e la corsa delle aziende

Due metodi di riferimento con caratteristiche e prestazioni diverse, ma ugualmente affidabili, e tante aziende pronte ad attivarsi: i test sierologici all'esame del Comitato tecnico scientifico promettono di essere i grandi alleati della riapertura dopo il lockdown, la cosiddetta fase 2. Riconoscendo gli anticorpi nel sangue possono infatti dire se l'infezione c'è stata e stabilire se il contagio è avvenuto circa un mese prima. Grazie a questi test sarà possibile avere "un quadro della circolazione del virus nel Paese, ma non una patente di immunità", ha rilevato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro. "Se di test ce ne sono molti, sono due i metodi di riferimento per quantificare la presenza degli anticorpi: il metodo basato sulla chemiluminescenza e il metodo Elisa", ha detto il virologo Francesco Broccolo, dell'università Bicocca di Milano e direttore del laboratorio Cerba di Milano.

La chemiluminescenza (ChLia) si basa su una reazione chimica che nel momento in cui gli anticorpi, o immunoglobuline (Ig), si legano all'antigene, ossia a una sostanza che il sistema immunitario considera estranea, emettene della luce che viene rilevata da un sensore. Il secondo metodo si chiama Elisa (acronimo dall'inglese "Enzyme-linked immunosorbent assay), ed è un metodo colorimetrico. Anche in questo caso l'antigene aderisce a una superficie e quando si lega all'anticorpo, questo viene reso riconoscibile grazie a un enzima che provoca un cambiamento di colore. "Entrambi i metodi - ha rilevato Broccolo - sono affidabili e molto automatizzabili, vale a dire che permettono di fare moltissimi test in una giornata". Gli anticorpi che vengono riconosciuti nel sangue venoso periferico con entrambi i metodi sono le immunoglobuline G (IgG), che segnalano che l'infezione è avvenuta da oltre un mese. Sono molte le aziende che in questo periodo sono al lavoro per immettere sul mercato e dare ai test una marcatura CE.

"Tutte le aziende che avranno questo marchio risponderanno agli stessi requisiti di precisione e potranno avere un'attendibilità tale da garantire un alto valore di sensibilità, specificità, accuratezza e precisione e quindi potranno dare risultati confrontabili". I diversi test di produzione industriale si basano sui metodi ChLia ed Elisa, ma utilizzeranno preparazione antigeniche differenti e quindi avranno caratteristiche di sensibilità e specificità lievemente differenti. E' di oggi la notizia che la Roche ha messo a punto un test sierologico che punta a rendere disponibile per gli inizi di maggio; altre aziende in corsa sono Abbott, Beckmann Coulter, DiaSorin, Snibe, Pantec. Diversi da questi test quantitativi sono quelli rapidi, che consistono in una sorta di tavoletta di nitrocellulosa nella quale la presenza degli anticorpi viene rivelata dalla comparsa di una barretta colorata: "sono test semplici ed economici, ma la cui sensibilità-a concluso l'esperto - è minore rispetto a quella dei metodi ChLIa e Elisa".

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