Ecco le regioni più a rischio: Molise, Lombardia e Umbria nella lista nera

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 16/05/2020 21:39

Da domani cambiano le regole: addio alle autocertificazioni, sì agli spostamenti in regione. Niente assembramenti ma si potranno vedere gli amici

Dal 18 maggio prenderà il via un ulteriore allentamento della stretta con l'addio all'autocertificazione. Ci si potrà muovere all'interno della propria regione senza più alcuna limitazione. Mentre dal 3 giugno via libera anche alla mobilità tra Regioni. Le attività economiche e produttive potranno riapartire, ma nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Lo prevede la bozza del nuovo decreto (clicca qui per scaricare il testo completo)  con il quale entra il vivo la Fase 2 inaugurata dal Dpcm dello scorso 26 aprile. Il decreto, composto da soli 3 articoli, sarà esaminato oggi dal Consiglio dei Ministri e avrà effetto dal prossimo 18 maggio fino al 31 luglio 2020. Sulla base di questo decreto "quadro", verrà poi emanato un nuovo Dpcm.

Intanto è stato pubblicato il primo report di Monitoraggio del Ministero della Salute e dell’Iss (clicca qui per scaricare il documento completo). Tre le regioni nel mirino: Molise, Lombardia e Umbria nella prima settimana dall’inizio della Fase 2 si registra un “rischio moderato” di aumento di trasmissione e di impatto sui servizi assistenziali. Nelle 18 Regioni rimanenti si segnala invece un rischio basso anche se tra queste ce ne sono 6 (Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Trento, Piemonte e Puglia) dove la situazione epidemiologica viene comunque evidenziata come in “evoluzione e fluida per la presenza di focolai di trasmissione da monitorare con attenzione”.
  
In ogni caso i dati non sono ancora completi per 4 Regioni e PA: ecco le 18 Regioni a classificazione rischio basso (livello 2) ovvero bassa probabilità di aumento di trasmissione ed un basso impatto sui servizi assistenziali:
 
i. 10 Regioni/PPAA (Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Pa Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria) Toscana con incidenza settimanale bassa e intermedia-bassa in cui il lock-down ha impedito il diffondersi dell’infezione
 
ii. 8 Regioni /PPAA (Abruzzo, Emilia Romagna, Marche, Liguria, Piemonte, Pa Trento, Valle d’Aosta e Veneto) ad incidenza alta e intermedia-alta con una situazione complessa ma controllata.
 
Tra queste 18 Regioni che ne sono però, come abbiamo già sottolineato, (Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Trento, Piemonte e Puglia) tra le quali si segnala una situazione epidemiologica in evoluzione e fluida per la presenza di focolai di trasmissione da monitorare con attenzione. 
 
Queste invece le tre Regioni a classificazione rischio moderato (livello 3):
i. Molise, la classificazione settimanale è passata da bassa a moderata (probabilità moderata/alta di aumento di trasmissione ed un basso impatto sui servizi assistenziali) dovuto ad un nuovo focolaio di trasmissione attualmente in fase di controllo che ha prodotto un aumento nel numero di casi nella scorsa settimana. Questo si potrà riflettere in un aumento nella stima di Rt nelle prossime settimane.
 
ii. Umbria, la classificazione settimanale è passata da bassa a moderata (probabilità moderata/alta di aumento di trasmissione ed un basso impatto sui servizi assistenziali) per un aumento nel numero di casi ed un Rt >1 seppur in un contesto ancora con una ridotta numerosità di casi segnalati e che pertanto non desta una particolare allerta.
 
iii. Lombardia, la classificazione settimanale è moderata (bassa probabilità di aumento di trasmissione ed un moderato/alto impatto sui servizi assistenziali) ma si assiste ad una riduzione dei segnali di sovraccarico dei servizi sanitari. In questa Regione rimane elevato il numero di nuovi casi segnalati ogni settimana seppur in diminuzione. “Le misure di lock-down in Italia – scrive la Cabina di regia Iss, Ministero e Regioni - hanno effettivamente permesso un controllo dell’infezione da COVID-19 sul territorio nazionale pur in un contesto di persistente trasmissione diffusa del virus con incidenza molto diversa nelle 21 Regioni/PPAA”. Ma si segnala in ogni caso che “permangono segnali di trasmissione con focolai nuovi segnalati che descrivono una situazione epidemiologicamente fluida in molte regioni italiane. Questo richiede il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico”. 
 
Per la Cabina di regia “è necessario un rapido rafforzamento dei servizi territoriali per la prevenzione e la risposta a COVID-19 per fronteggiare eventuali recrude.

Ieri è stato approvato il nuovo Decreto: fino al 2 giugno resteranno vietati i trasferimenti e gli spostamenti in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta comunque consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
 
A decorrere dal 3 giugno 2020  arriverà il via libera anche agli spostamenti su tutto il territorio nazionale. Questi potranno essere limitati solo con provvedimenti adottati sempre ai sensi del decreto 19/2020, in relazione al potenziale rischio epidemiologico in alcune specifiche aree del territorio nazionale. Ci sarà anche il via libera anche agli spostamenti da e per l'estero, limitati però solo con provvedimenti ad hoc adottati in relazione a specifici Stati e territori, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico e nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea e degli obblighi internazionali. Resterà in vigore il divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultati positivi al virus, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria.
 
I sindaci potranno disporre la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile garantire adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Una misura prevista per la recente riapertura, ad esempio, di ville e parchi. Sarà ancora vietato l'assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico si potranno svolgere solo se ritenuto possibile sulla base dell'andamento dei dati epidemiologici e con modalità stabilite da un apposito provvedimento sulla base dell'articolo 2 del decreto 19/2020.
 
Il sindaco potrà disporre la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile garantire adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Le riunioni (il decreto non specifica però quali ndr.) si potranno svolgere garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro 
 
Anche le attività economiche e produttive potranno ripartire, a condizione che rispettino i contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio, adottati a livello nazionale. Non viene esplicitata nella bozza la natura di questi protocolli e linee guida, è probabile il riferimento alle linee guida Inail-Iss previste per spiagge, parrucchieri e ristoranti, così come per i protocolli sottoscritti negli ultimi mesi dai sindacati per il riavvio di determinati settori produttivi. Nel testo si rimarca come il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida potrà determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.
 
Le regioni dovranno monitorare con cadenza giornaliera l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e, in relazione all'andamento, le condizioni di adeguatezza del sistema sanitario regionale. Sulla base dell'esito del monitoraggio, la Regione, informando contestualmente il Ministro della salute, potrà introdurre misure derogatorie, ampliative o restrittive.
 
Le violazioni potrebbero essere punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1.000. Se il mancato rispetto delle misure avviene mediante l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino a un terzo. Nei casi in cui la violazione sia commessa nell’esercizio di un’attività di impresa, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. Invariata la norma per la violazione della quarantena, questa verrà punita con l'arresto da 3 mesi a 18 mesi e con l'ammenda da euro 500 ad euro 5.000.

Rimane la regola del distanziamento di 1 metro tra le persone e di 2 metri in casi particolari come spiagge, bar, ristoranti, parrucchieri. Le mascherine saranno obbligatorie nei luoghi chiusi, per entrare nei negozi e quando non è possibile mantenere la distanza, anche all’esterno. Rimane il divieto di assembramento.

Autocertificazione
Non sarà più necessario utilizzare il modulo per spostarsi all’interno della propria Regione di residenza. Il modulo (scaricalo qui) dovrà invece essere utilizzato per spostarsi da una Regione all’altra. I motivi per andare fuori Regione sono tre: «Lavoro, salute, necessità e urgenza». In questi tre casi potranno essere effettuati controlli per riscontrare quanto dichiarato dal cittadino.

Congiunti e amici
Oltre ai congiunti si potranno incontrare anche gli amici. Non ci sono limitazioni sul numero delle persone che si possono vedere contemporaneamente, ma il divieto di assembramento impedisce che ci siano troppe persone e comunque va mantenuta sempre la distanza.

Seconde case
Si può andare nelle seconde case e si può soggiornare purché siano nella stessa regione di residenza. Rimane invece il divieto di andare nelle seconde case fuori Regione a meno che non ci siano motivi di «necessità e urgenza». In questo caso bisogna compilare l’autocertificazione e dimostrare il motivo.

Bar e ristoranti
Gli ingressi saranno contingentati in base all’ampiezza del locale e quindi si farà la fila con la mascherina. La superficie destinata a ciascun cliente è di 4 metri quadrati, quindi per stabilire quante persone possono entrare contemporaneamente nel locale bisogna dividere per 4 la superficie della sala. Al ristorante la regola base è la distanza di due metri tra un tavolo e l’altro, mentre tra un commensale e l’altro va prevista «una distanza in grado di evitare le trasmissione di droplets». Niente più buffet, i menu di carta spariranno e i camerieri indosseranno guanti e mascherina.

Negozi
Le regole da rispettare sono il distanziamento in tutte le attività e durante il servizio, la garanzia di pulizia e igiene ambientale del locale almeno due volte al giorno, la garanzia di adeguata aerazione naturale e ricambio d’aria. I sistemi per la disinfezione delle mani devono essere disponibili in particolare accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento. I clienti e i commessi devono usare le mascherine e sono raccomandati i guanti usa e getta <particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande>. Al fine di scaglionare gli accessi sarà possibile prolungare l’orario dei negozi. I percorsi di entrata e di uscita dovranno essere diversificati e nei locali più piccoli si potrà entrare uno alla volta. Nei negozi di abbigliamento ci saranno precauzioni per le prove degli abiti e l’uso dei camerini.

Centri commerciali
I posti nei parcheggi saranno quasi dimezzati per evitare assembramenti, una regola che costringerà a contingentare gli ingressi. Gli ascensori (se di dimensioni limitate) saranno limitati ai portatori di handicap, ma si potranno usare le scale mobili e i tapis roulant. Sulle panchine verranno applicati adesivi che indicheranno l’obbligo di mantenere le distanze e all’ingresso dei negozi di abiti, scarpe, profumeria e altri articoli ci sarà il <salvacoda> e si dovrà prendere il numeretto. I mercati dovranno essere recintati e il numero dei banchi sarà ridotto.

Parrucchieri
Le attività avvengono esclusivamente su prenotazione, previo appuntamento on-line o telefonico. Potranno essere aperti anche domenica e lunedì. A tal fine è necessaria una buona gestione degli orari per evitare le sovrapposizioni di clienti per consentire le operazioni di igienizzazione degli spazi, delle postazioni e degli strumenti di lavoro. Prevedere una distanza minima di almeno due metri tra le postazioni sia di trattamento che di attesa tecnica, anche utilizzando postazioni alternate.

Centri estetici
Per i centri estetici le cosiddette «misure di sistema» sono le stesse dei saloni di bellezza. Potranno essere aperti anche domenica e lunedì. Nello specifico, durante i trattamenti estetici i pannelli della cabina dovranno restare chiusi. Per la pulizia del viso, sono sconsigliati i trattamenti con il vapore a meno che non vengano effettuati «solo in locali fisicamente separati, che devono essere arieggiati al termine di ogni prestazione».

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