
Nivolumab e ipilimumab e chemio usati su tipo a piccole cellule
L'utilizzo dei farmaci nivolumab più ipilimumab, in associazione con due cicli di chemioterapia, ha mostrato un beneficio di sopravvivenza statisticamente significativo e clinicamente rilevante nel trattamento di prima linea del tumore del polmone metastatico non a piccole cellule. Lo afferma Bristol Myers Squibb, la compagnia che lo ha messo a punto, in un comunicato. La nota riporta i risultati dello studio di fase 3 CheckMate -9LA. Lo studio ha raggiunto sia gli endpoint primari sia gli endpoint secondari chiave, dimostrando superiore sopravvivenza globale, sopravvivenza libera da progressione e tasso di risposta globale con la associazione dei due immunoterapici con la chemioterapia rispetto alla sola chemioterapia.
In Italia vivono circa 4 milioni di persone con una precedente diagnosi oncologica. Crescono i bisogni assistenziali e il peso economico della presa in carico.
Firmato un protocollo triennale tra Aifa e Società Chimica Italiana. Otto le aree di collaborazione, dall'AI applicata alla ricerca farmaceutica alla medicina di precisione.
Presentato a Breslavia il nuovo position paper del PGEU. Al centro preparedness sanitaria, continuità delle cure e gestione delle future crisi.
Farmindustria richiama il peso crescente dell’innovazione oncologica: quasi il 40% della pipeline globale riguarda i tumori. Crescono trial clinici, AI e telemedicina, mentre aumenta il numero di pazienti che convivono a lungo con la malattia
Nel rapporto annuale 2025 dell'EMA, 104 raccomandazioni per nuovi medicinali mostrano una medicina sempre più personalizzata, digitale e orientata alle patologie croniche e metaboliche.
Commenti