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Durante il lockdown aborto sospeso o ridotto negli ospedali

Ass. Coscioni, 3mila richieste di aiuto. Bonino, violazioni alla 194
Sanità pubblica

Durante il periodo del lockdown le interruzioni volontarie di gravidanza (ivg) sono state sospese o ridotte in vari ospedali italiani, tanto che oltre 3000 richieste di aiuto, 33 al giorno, sono giunte all'Associazione Luca Coscioni. A denunciarlo è la stessa Associazione, mentre la leader di Più Europa Emma Bonino sottolinea come dopo 42 anni vi siano ancora "violazioni" alla legge 194 sull'aborto. In tempo di Covid-19, sottolinea il segretario del'Associazione Coscioni Filomena Gallo, "nonostante l'interruzione di gravidanza abbia sempre un carattere d'urgenza e rientri nelle prestazioni inderogabili anche secondo il decreto del Ministro della Salute, alcuni ospedali stanno riducendo, altri sospendendo, gli accessi alle pratiche per l'aborto, senza fornire chiare informazioni, con enormi differenze da regione a regione".

Ad ogni anniversario della legge che disciplina il ricorso all'ivg, rileva, "emerge la mancanza di volontà politica nell'applicazione di questa norma che ha avuto il merito di evitare gravi danni alla salute delle donne".

Ed anche quest'anno, denuncia Gallo, "non è possibile commentare i dati dell'anno precedente sull'applicazione della 194/78, perché il ministro della Salute Roberto Speranza non ha ancora depositato la relazione al Parlamento sulla 194, siamo fermi ai dati relativi al 2017, e neppure il Ministro della Giustizia ha inteso presentare una relazione prevista dalla stessa legge 194, in questo caso siamo fermi al 2016". Inoltre, da un sondaggio commissionato dall'associazione a Swg, per conoscere la posizione degli italiani sul tema, emerge che il 31% della popolazione ritiene che la legge vada cambiata, per raggiungere una più larga applicabilità; il 50% degli intervistati chiede di migliorare l'Ivg farmacologica, consentendo il regime ambulatoriale o a casa come avviene in altri Paesi, mentre il 27% reclama la gratuità della contraccezione.

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"Dopo più di 40 anni, penso che l'adozione della Legge 194, pur intrisa di gravi limitazioni o persino ipocrisie, sia stata di fondamentale importanza, per evitare alle donne il dolore e l'umiliazione dell'aborto in clandestinità", scrive Emma Bonino sui social e sul sito di Più Europa, parlando della legge approvata il 22 maggio del 1978. Ancora adesso, sottolinea, "andrebbero eliminate sacche di discriminazione, vere e proprie violazioni di legge, ma io credo che sia stata una legge positiva, visto lo stesso declino del ricorso all'aborto, come i numeri dimostrano". Oggi, a ricorrere a questo strumento, ricorda, sono soprattutto le donne immigrate: quelle che hanno meno accesso ai servizi sanitari e alla contraccezione. Serve, "da una parte, mettere un argine all'obiezione di coscienza di massa, che spesso non è di coscienza ma di carriera, e dall'altra - conclude Bonino - fare più attenzione alle innovazioni scientifiche, per esempio all'aborto farmacologico, in un momento in cui, peraltro, il covid-19 spaventa troppo e induce a non rivolgersi come prima alle poche, a dire il vero, strutture sanitarie dove non ci sono obiettori".

Sanità pubblica
Commenti
RB
Roberto Bruno
Le alternative ci sono e sono: aiuti a superare una gravidanza indesiderata che nella stragrande maggioranza dei casi si ha tramite il semplice aiuto umano (non psicologico) cioè aiuti materiali dei CAV Centri di aiuti alla vita e MPV Movimenti per la vita.Il trauma post aborto, ben peggiore, è evitabile se si aiuta la donna senza recarle il nuovo trauma di aver ucciso il proprio figlio.Il primo discriminato è l'INDIFESO INNOCENTE ucciso nel grembo materno, sono 14.000.000 di esseri umani uccisi. La negazione della libertà di coscienza del medico è l'ultimo tocco del nazismo dei radicali e delle associazioni:I Signor morte non li vogliamo!Fuori dalla nostra professione!W la vita!W le donne informate (si è liberi sono quando si è informati e non si lede la libertà altrui!)W la libertà di tutti (anche quella del medico di non uccidere un essere umano nel grembo materno).
Rispondi
25/05/2020 09:35
RB
Roberto Bruno
Le alternative ci sono e sono: aiuti a superare una gravidanza indesiderata che nella stragrande maggioranza dei casi si ha con il sempice aiuto umano (non psicologico) cioè aiuti materiali tramite i CAV Centri di aiuti alla vita e MPV Moviemti per la vita.Il primi discriminato è l'indifeso innocente ucciso nel grambo materno, sono 14.000.000 di esseri umani uccisi. La negazione della libertà di coscienza del medico è l'ultimo tocco al nazismo dei radicali e delle associazioni, i Signor morte non li vogliamo!Fuori dalla nostra professione!W la vita!W le donne informate (si è liberi sono quando si è informati e non si lede la libertà altru!)W la libertà di tutti.
Rispondi
25/05/2020 09:23

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