Iss: ecco l'identikit dei deceduti per Covid

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 16/06/2020 21:03

Solo l’1,1% dei pazienti deceduti aveva meno di 50 anni e quasi il 96% era affetto da una o più patologie preesistenti

L'Istituto superiore di Sanità ha diffuso un report (clicca qui per il documento completo)  che dettaglia le caratteristiche dei pazienti deceduti dopo essere risultati positivi al coronavirus. Non è la prima volta che lo fa, ma in questa edizione del rapporto i dati sono davvero molti, essendo riferiti a 32.938 dei 34.731 morti in Italia, ad oggi, e risultati positivi.

Il primo dato significativo è quello della distribuzione geografica dei deceduti: lo sappiamo ormai da tempo, ma l'epidemia ha colpito la Lombardia molto più di ogni altra Regione in Italia: quasi la metà dei morti sono stati registrati in questa Regione. La seconda più colpita, l'Emilia-Romagna, ha circa un quarto dei decessi. La terza Regione con più morti è il Piemonte, seguito dal Veneto, dalla Liguria, dalla Toscana. Solo quattro Regioni hanno registrato meno di cento morti: Calabria, Umbria, Basilicata, Molise.

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L'età dei morti

L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2, segnala il report, è di 80 anni (l'età mediana è di 82). La malattia ha colpito meno le donne degli uomini: le donne decedute sono 13.692, il 41,6% del totale. L’età mediana dei pazienti deceduti positivi al coronavirus è di 20 anni più alta rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l'infezione. Le donne decedute dopo aver contratto l'infezione hanno un’età più alta rispetto agli uomini. I morti al di sotto dei 50 anni sono — all'11 giugno — 366: l'1,1% del totale. 83 di loro avevano meno di 40 anni (53 uomini e 30 donne con età compresa tra i 0 e i 39 anni). 62 di loro avevano gravi patologie preesistenti; 14 non sembravano averne; di 7 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche.

I sintomi e le patologie

Quali sono stati i sintomi che hanno portato al ricovero? I più comuni sono stati febbre e dispnea — la difficoltà a respirare — seguiti da tosse e — in una prcentuale minima — diarrea ed emottisi. Le patologie croniche preesistenti più comuni registrate nei pazienti deceduti erano l’Ipertensione arteriosa (67%), Diabete mellito-Tipo 2 (30,3%), la cardiopatia ischemica, (27,8%) e la fibrillazione atriale (22 per cento) oltre allo scompenso cardiato (15,7%). Il numero medio di patologie osservate nei pazienti poi deceduti è di 3,3: solo 144 pazienti (4,2% del campione) presentavano 0 patologie e solo 505 (14,7%) presentavano una sola patologia.

Le cure

La terapia antibiotica è stata comunemente utilizzata nel corso del ricovero (86% dei casi), meno usata quella antivirale (60%), più raramente la teraia steroidea  (38%). In 793 casi (23,4%) sono state utilizzate tutte e tre le terapie.

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I tempi dal ricovero alla morte

I tempi mediani (in giorni) che trascorrono dall’insorgenza dei sintomi al decesso: 11 giorni. Sono indicati anche i tempi mediani dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale (5 giorni) e dal ricovero in ospedale al decesso (6 giorni). Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso è di 4 giorni più lungo in coloro che sono stati trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non sono stati trasferiti (9 giorni contro 5 giorni).

 

 

 

 

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